Pugile Isis
Pugile Isis

Lecco, 21 agosto 2019 - È stata esplusa dalla polizia di Lecco e rimandata in Marocco. Salma Bencharki, la moglie di Abderrahim Moutaharrik, il "pugile dell'Isis" condannato a sei anni a Milano per terrorismo e attualmente in carcere, è stata rimpatriata. A riferirlo sono alcune fonti del Viminale, secondo cui la donna sarebbe stata riportata nel suo Paese di origine dagli agenti lombardi seguendo l'ordine di allontanamento "per motivi di sicurezza dello Stato", firmato dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini.  

La donna era stata condannata in via definitiva a 3 anni e 4 mesi, dopo essere stata prima in carcere, dopo l'arresto del 2016, e poi ai domiciliari, perché ritenuta parte del gruppo terroristico. Di recente aveva terminato di scontare la sua pena. Nelle motivazioni della sentenza di secondo grado del febbraio 2018, con cui era le era stata ridotta la condanna da 5 anni a 3 anni e 4 mesi, la Corte d'Assise d'appello milanese aveva stabilito che la donna non doveva essere espulsa dall'Italia a pena espiata, perché non c'erano "univoci indizi" che ne attestassero "la concreta pericolosità sociale" e perché "l'espulsione", scrisse la Corte, avrebbe potuto "provocare la disgregazione del nucleo familiare, con grave danno per la prole", cioè per i figli della coppia, di 5 e 7 anni (che vivono in Italia).

I giudici, per lei, avevano anche revocato la sospensione della potestà genitoriale sui figli (sia lei che il marito erano stati arrestati prima che potessero partire per la Sira, portando con loro i bambini), oltre alla misura dell'espusione. In un procedimento sulla revoca del permesso di soggiorno, lo scorso anno, la donna aveva anche depositato una memoria alla questura di Lecco, nella quale faceva presente di essere madre dei due piccoli, affidati dopo l'arresto al comune di Valmadrera (Lecco) e collocati presso i nonni paterni. 

Stando all'inchiesta, Moutaharrik, che a differenza della moglie era cittadino italiano ed è tuttor in carcere con una condanna definitiva a sei mesi, aveva ricevuto, ai primi di aprile 2016, un messaggio direttamente dal Califfato su WhatsApp. Al "pugile dell'Isis", chiamato così perché atleta di talento di kickboxing, che nelle intercettazioni parlava anche di un possibile attentato in Vaticano, è stata anche revocata la cittadinanza italiana, come proposto dal Viminale alcuni mesi fa. 

Un altro imputato, Adberrahamane Khachia, fratello di un uomo morto in Siria, era stato condannato a 5 anni e 4 mesi, mentre 3 anni e 4 mesi erano stati inflitti a Wafa Koraichi, sorella di Mohamed Koraichi, marrocchino che insieme alla moglie italiana, Alice Brignoli, tempo fa lasciò Bulciago (nel Lecchese), per unirsi alle milizie dello Stato Islamico, portando anche i tre figli piccoli.