Fradicio e pieno di lividi. La festa è finita in malomodo: "Aiuto, sono caduto nel lago"

Un diciottenne ferito bussa alla porta dell’unica casa vicino alla massicciata. Ha raccontato di aver avuto un incidente in moto, ma il sospetto è che ci sia altro.

"Per favore aiutatemi, sono un bravo ragazzo. Ho avuto un incidente, sono finito nel lago in moto". Ad attaccarsi al campanello dell’unica casa tra il lago e la massicciata ferroviaria della linea Lecco-Sondrio a Dorio, sulla sponda lecchese dell’Alto Lario, è stato nella notte di Capodanno, tre quarti d’ora dopo lo scoccare della mezzanotte, un ragazzo di 18 anni di Grandola e Uniti, provincia di Como. Era bagnato fradicio, in ipotermia per il bagno nell’acqua gelida e con il volte pesto, ricoperto di lividi e graffi. Ha raccontato appunto di essere finito nel lago con la moto. Qualcosa però non tornerebbe nella ricostruzione dei fatti che ha fatto: ha cambiato versione parecchie volte, avrebbe cercato di proposito di depistare i carabinieri che gli hanno chiesto conto di quanto successo e non si ricorderebbe molto dell’accaduto, forse per il trauma cranico commotivo che ha subito.

Gli amici hanno inoltre riferito che stava festeggiando la notte di San Silvestro con loro, quando all’improvviso è sparito, senza avvisare nessuno. I volontari del Soccorso bellanese, dopo averlo medicato, scaldato e aver prestato la prima assistenza, su indicazione dei sanitari di Areu, lo hanno trasferito d’urgenza all’ospedale di Gravedona. Le sue condizioni non sono critiche, nonostante i traumi facciale e cranico e le altre lesioni che sono state riscontrare, e soprattutto nonostante il tuffo fuoriprogramma, che, al buio della notte e in pieno inverno, con le temperature estremamente basse, avrebbe potuto costargli la vita.

Il sospetto è che non sia caduto nel lago per un incidente in moto, ma che possa essere stato gettato nel lago, di proposito, dopo essere stato picchiato. Da chi e perché al momento però non si sa.