Olginate, 12 settembre 2014 - Olandesi, bolognesi, ma anche milanesi. Sarebbero parecchi gli immobiliaristi interessati a comperare in blocco la bella "sedotta e abbandonata" Consonno – come è stata raffigurata in un pregevole documentario - per trasformarla da borgo fantasma a quartiere di lusso in grado di ospitare un migliaio di persone. Dopo annunci di vendita, smentite, trattative reali o supposte, parrebbe veramente che questa sia la volta buona. Il costo di 12milioni di euro effettivamente pare alto, circa 160 euro al metro cubo solo per acquistare l’area, più le spese di demolizione, bonifica, progettazione, ricostruzione. E poi gli oneri di urbanizzazione, l’iter burocratico, la stipula di una convenzione con l’Amministrazione comunale, le eventuali cessioni che comporterebbero la lievitazione dell’investimento ad oltre 50milioni di euro, parecchi in momento di crisi globale e in particolare del mattone.

A quanto pare tuttavia i proprietari, gli eredi del conte Mario Bagno, non sarebbero intenzionati a cedere sul prezzo. «Già qualche mese fa alcuni potenziali clienti avrebbero chiuso le trattative se solo i possessori della frazione avessero accettato di abbassare l’importo – rivela l’architetto Walter Zandonà, 56 anni, l’intermediario della “Affari immobiliari”, anche lui rampollo di una famiglia nobiliare veneziana, che ha il compito di piazzare quella che è stata la Las Vegas della Brianza durante i ruggenti anni Sessanta e Settanta -. Siamo comunque fiduciosi, perché parte del pagamento può avvenire in permuta di quanto verrà realizzato o di altri immobili altrove». Sbilanciarci sulla tempistica è prematuro, ma il professionista è sicuro che in un paio d’anni Consonno possa risorgere, per la seconda volta, si spera per sempre. Intanto l’architetto Alberto Corneo di Calco, che ha stilato la prima bozza planivolumetrica, sta perfezionando i disegni per radere al suolo i ruderi del paese dei balocchi e sostituirli con 30mila mq e 90mila mc di villette a schiera, condomini di pregio, hotel, alloggi per anziani facoltosi, negozi, attività commerciali, rimesse, piscine, persino un anfiteatro, strade, piste ciclabili, passaggi pedonali, servizi pubblici e quant’altro verrà imposto dai tecnici municipali. 
Rimarranno in piedi unicamente la chiesa, la canonica e naturalmente il piccolo cimitero locale.

«L'intenzione è quella di rifondare il borgo che non c’è più, in armonia con l’ambiente circostante, la storia e le tradizioni e naturalmente nel rispetto delle norme – riferisce dopo aver perfezionato le prime ipotesi progettuali ed essersi confrontato anche con il sindaco del paese Rocco Briganti -. Sarà un villaggio completamente autosostenibile». A seconda di quanto si costruirà – o si cementificherà è il timore - e delle concessioni nella Consonno del futuro potranno vivere dalle seicento alle mille persone. «Ci saranno spazi pubblici e per la socialità, sentieri, percorsi nel verde – prosegue l’architetto Corneo -, con a nord delle ville, quindi delle strutture ricettive e infine delle palazzine».