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12 apr 2022

Colico, gli amici dell’orfanotrofio ritrovati dopo mezzo secolo

Luciano oggi 66enne ha vissuto parte dell’infanzia nelle strutture di Monza e Traona

daniele desalvo
Cronaca
Luciano Davanzo, 66 anni, di Colico, primo in basso a sinistra, con un gruppo di amici
Luciano Davanzo, 66 anni, di Colico, primo in basso a sinistra, con un gruppo di amici

Colico (Lecco) - Dopo mezzo secolo ha incontrato alcuni suoi compagni di orfanotrofio che non aveva mai più rivisto né sentito. A riabbracciare due suoi vecchi amici con cui ha condiviso parte dell’infanzia trascorsa tra gli orfanotrofi di Monza e di Traona è stato Luciano Davanzo, 66enne di Colico. Li ha ritrovati inaspettatamente grazie ad un articolo pubblicato sul nostro giornale “Il Giorno“ sulla sua storia di dolore, ma soprattutto di resistenza e solidarietà. Luciano, infatti, nel 2009 è rimasto coinvolto in un terribile incidente stradale che gli ha stravolto la vita, in seguito al quale ha perso il suo bar, la sua edicola, il suo lavoro ed è rimasto in coma 15 giorni: invece che arrendersi o commiserarsi, nonostante la fatica, ha deciso di condividere il suo percorso con quanti soffrono di disagio psichico per aiutarli con la sua arte della pittura e della scultura, ma soprattutto dedicando loro il suo tempo.

«Dopo aver letto l’articolo su di me sono stati loro a cercarmi e contattarmi – racconta Luciano -. E’ stata una sorpresa, non me lo sarei mai aspettato, perché avevo perso i contatti con tutti i compagni di orfanotrofio". I protagonisti della "carrambata" sono "Semola" di Verolavecchia nel Bresciano e "Krusciov" di Cislago nel Varesotto, come si soprannominavano da piccoli e hanno ricominciato adesso a chiamarsi, mentre lui era semplicemente "Lucianino" o "Il biondo". Luciano è finito in orfanotrofio dopo aver perso il padre a 3 anni e mezzo fino ai 18, dal 1959 al 1973. La mamma non aveva modo di mantenerlo e lo ha così affidato alle sorelle Minime oblate del cuore immacolato di Maria, che lo hanno accudito e cresciuto nelle loro case di Monza e di Traona. Non è stato un periodo facile, l’educazione era severa, Lucianino era completamente solo e nessuno andava a trovarlo, soffriva pure di problemi ad un piede ed era molto vivace. "Ma c’era da mangiare, frequentavo scuola, ho imparato a dipingere e l’arte che era il mio unico sfogo e avevo degli amici che ora ho ritrovato", spiega Luciano che ha sempre preferito ricordare solo gli aspetti positivi. Ora gli piacerebbe poter ritrovare anche molti altri dei suoi vecchi compagni e incontrare, tutti insieme, sorella Franca, sorella Pinuccia e sorella Angela, le suore che li hanno fatti diventare grandi e che ancora vivono nell’istituto di Traona.

 

 

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