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6 mag 2022

Lecco, il carrozziere della droga punta allo sconto di pena

Lotta alla mafia: è in carcere a Voghera il pregiudicato Roberto Mandaglio. È accusato di traffico di stupefacenti con le aggravanti di associazione armata

daniele de salvo
Cronaca
Primo a sinistra il nuovo prefetto di Lecco, Sergio Pomponio
Primo a sinistra il nuovo prefetto di Lecco, Sergio Pomponio

Lecco - È in carcere a Voghera Roberto Mandaglio, il carrozziere di 43 anni a cui l’altro giorno il prefetto Sergio Pomponio ha chiuso l’officina, in via Tagliamento, dove, più che aggiustare auto, le avrebbe imbottite di cocaina da spedire e smerciare in mezza Italia e anche in Svizzera. ​È stato arrestato lo scorso novembre su richiesta dei magistrati della Dda di Milano durante la maxi-retata dell’operazione antimafia "Cavalli di razza". È accusato di traffico di droga, con le aggravanti di associazione armata, di aver favorito esponenti della ‘ndrangheta, di aver contribuito a commettere reati oltre frontiera e di recidiva. È infatti un pregiudicato, coinvolto già nell’inchiesta "Oversize" che nel 2006 è costata le manette a 42 persone tra cui lui, "riguardante un’organizzazione criminale di stampo mafioso, facente capo alla famiglia del boss Franco Trovato, detenuto in regime di 41 bis, responsabile di traffico di droga, rapine, illecita detenzione e porto di armi, omicidi – si legge negli atti giudiziari -. L’attività investigativa ha evidenziato una fase di riorganizzazione della ‘ndrangheta calabrese operante in Lombardia che, grazie a scarcerazioni eccellenti e nuovi soggetti assurti a ruoli di vertice, aveva ripreso vigore potendo contare su un patrimonio economico pressoché intatto. Le indagini hanno riguardato anche le infiltrazioni nel tessuto economico e i patrimoni finanziari gestiti da abili prestanomi quasi sconosciuti alle forze dell’ordine".

E infatti, proprio per cercare di evitare la serrata della "sua" officina, la carrozzeria non era intestata a lui che è socio al 10%, ma inizialmente a una 57enne di Pescate, familiare di altri indagati e di un 43enne lecchese, che però a marzo hanno ceduto le loro quote a un 48enne di Bosisio Parini, che si sospetta essere un prestanome. Il meccanico verrà processato tra un paio di settimane, il 19 maggio: con i suoi avvocati Massimiliano Vivenzio e Stefano Pellizzari ha optato per il rito abbreviato per beneficiare di uno sconto di pena in caso di condanna.

 

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