Busan (Core del Sud) - "Vi racconto come la Corea del Sud ha affrontato l'emergenza pandemica". Tutto nasce da un messaggio inviatoci su Instagram da Vincenzo Campitelli che vive da 15 anni a Busan, Corea del sud, dove lavora come docente universitario nella locale Facoltà di lingue straniere dove insegna italiano e latino. Dal 2015 ricopre anche la carica di Console onorario d'Italia. Ecco la strategia utilizzata dal Paese asiatico (50 milioni di abitanti), il primo dopo la Cina ad essere colpito dal Covid19, per contenere la diffusione dei contagi senza lockdown e tornare prima di altri a una quasi normalità. E il parallelo con l'Italia, Europa e buona parte del mondo regala alcune sorprese. 

Vincenzo Campitelli

Com'è la situazione oggi?

"Oggi siamo a circa 300 nuovi contagi al giorno nella capitale Seul, che per una città di 10 milioni di abitanti direi che si tratta di un dato statisticamente davvero risibile. Siamo a una quasi normalità con le attività tutti aperte. Ci sono ancora delle restrizioni: al ristorante ad esempio si può stare al massimo in quattro a tavola e chiudono alle 22. Intanto le lezioni a scuola sono tornate a farsi in presenza. E pensare che l'inizio della pandemia da noi è stato drammatico: siamo stato il primo Paese al mondo ad essere aggredito dal Covid19 diffusosi dalla città cinese di Wuhan. Nei mesi di febbraio e marzo 2020 si registravano migliaia di contagi ogni giorno ma per fortuna la Corea era preparata più di altri ad affrontare una pandemia".  

Ci spiega meglio?

"Qualche anno fa la Corea del Sud e molti Paesi dell'Estremo Oriente sono stati colpiti da una grave sindrome respiratoria simile alla SARS del 2002 battezzata non a caso MERS (Middle East Respiratory Syndrome). E questo ha fatto sì che il Paese fosse in pronto con un piano pandemico più attuale". Facciamo chiarezza: Sars e Mers sono entrambe malattie respiratorie causate dai Coronavirus, virus che circolano normalmente negli animali e nell'uomo proprio come il Covid19. Nel caso della Mers i ricercatori hanno evidenziato che la causa era un virus zoonotico che può, cioè, essere trasmesso dagli animali che nel caso della MERS erano i dromedari dell'Arabia Saudita sebbene in base ai risultati dell’analisi del genoma virale, si ritiene che sia originato nei pipistrelli.

 Vincenzo Campitelli e le studentesse

Ma torniamo a noi. A cosa si deve il successo della strategia?

"Memore dell'esperienza passata, il governo ha subito attivato un piano pandemico già predisposto e definito delle "3 T": Testare, Tracciare, Trattare. Si è partiti con un lockdown solo nei luoghi di culto, palestre e saune. Durante il lockdown il governo ha distribuito buoni-spesa da utilizzare nei piccoli negozi vicino casa. L'intento è stato doppio: evitare che i cittadini girassero per le città e aiutare le attività di vicinato, le più colpite dalla pandemia". Intanto si è cominciato a eseguire tamponi per capire i luoghi di maggiore concentrazione del virus, i cosidetti cluster. La Protezione civile coreana ha messo in campo quelle che qui hanno chiamato "sentinelle" che hanno presidiato il territorio raccolgiendo segnalazioni di casi di contagio in "presa diretta". Allo stesso tempo è stato attivato un numero di servizio a cui tutti i cittadini potevano fare riferimento per segnalare casi di positività e consentire di risalire alle persone che potevano essere state contagiate nelle ultime ore. E qui la risposta dei cittadini è stata eccezionale".

In che senso?

"Nel senso che il virus è stato percepito come un nemico pubblico nazionale. In Corea del sud non si è discussione e non c'è stata la minima polemica  su questioni di privacy e utilizzo dei dati personali, che peraltro finiscono nei data base di molte società ad ogni normale utilizzo di una carta di credito ad esempio. Tutti si sono adeguati secondo un principio che qui è molto diffuso: non esiste benessere del singolo senza benessere collettivo".

E sul fronte vaccini?  

"Il governo ha puntato soprattutto sui vaccini di AstraZeneca e Pfizer. E' stata tracciata una road-map con priorità ben precise: dagli operatori sanitari, quindi gli anziani fragili e via via le fasce di popolazione compresi stranieri trattati come qualsiasi cittadino. Qui va detto che tutti hanno seguito quanto stabilito dal governo e nessuna categoria ha chiesto una via preferenziale come mi pare sia accaduto in Italia".    

 

 

 

 

 

 

La Sindrome Respiratoria medio-orientale (Mers-CoV - Middle East respiratory syndrome coronavirus infection) è una malattia infettiva acuta causata da un virus zoonotico che può, cioè, essere trasmesso dagli animali (in questo caso i dromedari) alle persone. L’origine del virus non è completamente chiara, tuttavia, In base ai risultati dell’analisi del genoma virale, si ritiene che sia originato nei pipistrelli e successivamente, in un’era remota, trasmesso ai dromedari.

I coronavirus sono una grande famiglia di virus a RNA, che possono causare malattie negli esseri umani e negli animali. Negli esseri umani causano malattie di varia gravità, che vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Generalmente la MERS causa una grave forma respiratoria acuta caratterizzata da febbre, tosse e difficoltà respiratoria. La polmonite è comune, ma non sempre presente. Sono inoltre stati segnalati sintomi gastrointestinali, come diarrea. In alcuni casi le persone infette erano asintomatiche. La mortalità è circa del 35%. La maggior parte dei casi umani è infettata in ambienti sanitari, attraverso la trasmissione da persona a persona. Ricerche scientifiche suggeriscono che i dromedari costituiscano il serbatoio del virus e possano infettare le persone.