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Elezioni Lombardia

Giallo al Pirellone: dimissioni tardive? Carmelo Ferraro a rischio esclusione

Lui si è candidato in Consiglio regionale con la lista Lombardia Ideale. Ma il Consiglio d’amministrazione dell’Irccs Ca’Granda-Policlinico ha preso atto della fine del suo incarico solo 3 giorni prima delle urne

Carmelo Ferraro, candidatosi ed eletto con la lista civica Lombardia Ideale

Carmelo Ferraro, candidatosi ed eletto con la lista civica Lombardia Ideale

Milano, 16 febbraio 2023 - Ogni decisione spetterà alla Giunta per le elezioni, ovviamente. E il verdetto non sarà immediato, anzi nell’ultimo caso di cui si abbia memoria ci sono voluti tre mesi: il lecchese Flavio Nogara fu infatti eletto in Consiglio regionale nelle fila della Lega a marzo del 2018 e poi escluso a giugno dello stesso anno. A risultare ineleggibile potrebbe essere, ora, Carmelo Ferraro, candidatosi a Milano nella lista civica del rieletto governatore Attilio Fontana, proprio quella “Lombardia Ideale“ che alle urne ha ottenuto un ottimo risultato riuscendo a far eleggere in Consiglio regionale cinque suoi candidati. Ferraro è direttore generale dell’Ordine degli Avvocati di Milano, presidente di Piattaforma Milano, una piattaforma politica di centrodestra. Ma, sopratutto, Ferraro è stato nominato proprio dalla Regione Lombardia nel Consiglio d’amministrazione della “Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico“. Ed è questa la carica dalla quale potrebbe derivare l’ineleggibilità.

La legge infatti impedisce la candidatura alle elezioni Regionali "ai componenti del Consiglio d’amministrazione" degli Irccs. Il punto, ora, è capire a partire da quando possano e debbano essere considerate effettive le dimissioni di Ferraro dal Consiglio d’amministrazione presieduto da Marco Giachetti. Il board ha infatti preso atto delle dimissioni di Ferraro soltanto il 9 febbraio 2023, vale a dire: solo tre giorni prima che si aprissero le urne. È solo il 9 febbraio che è avvenuta la formalizzazione della cessazione dell’incarico. A rigor di legge, però, le dimissioni sarebbero dovute arrivare ben prima: contestualmente o precedentemente al deposito della candidatura per il Consiglio regionale, quindi entro il 12 gennaio.

Un fatto  questo, che non è sfuggito a Ferraro. E infatti nella delibera con la quale il board, il 9 febbraio 2023, prende atto e formalizza la sua decadenza dall’incarico – delibera consultabile attraverso l’albo pretorio on line dello stesso Irccs – si legge che il consigliere "ha comunicato le proprie dimissioni e cessazione dal ruolo (...) a far data dal 9 gennaio 2023, avendo accettato la candidatura a consigliere di Regione Lombardia per le prossime elezioni".

Da qui il quesito? A partire da quando possono ritenersi effettive le dimissioni di Ferraro dal Consiglio d’amministrazione dell’Irccs? La risposta sembrerebbe scontata: a partire dal momento in cui queste vengono recepite dal board. Ma per Ferraro così non è. Contattato da “Il Giorno“, il diretto interessato si è infatti limitato ad assicurare "che è stato fatto tutto secondo la legge", che "non c’è alcuna retrodatazione delle sue dimissioni" e che il board non si è mai riunito a gennaio, da qui la necessità di attendere la seduta del 9 febbraio. Resta da verificare, però, in quale sede possano diventare effettive delle dimissioni, se non nell’ambito del Cda. Tutta materia per la Giunta per le elezioni.