Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha presentato oggi ai sindacati lo schema delle linee guida per lo Smart Working. Queste indicazioni, secondo gli auspici dell'esponente del governo Draghi, dovrebbero essere incardinate nella partita del rinnovo del contratto degli statali, in modo da rendere strutturale il lavoro agile. Ecco i dettagli della proposta.

  1. Tecnologie
  2. Diritti
  3. Casa-ufficio
  4. Privacy
  5. Tempi

Dotazione tecnologica

Secondo quanto è stato inserito nelle bozze, anticipate dall'agenzia Adnkronos, in smart working "si deve fornire il lavoratore di idonea dotazione tecnologica". La raccomandazione è inserita nel capitolo sulle condizioni per l'accesso alla prestazione lavorativa in forma agile. "Per accedere alle applicazioni del proprio ente può essere utilizzata esclusivamente la connessione Internet fornita dal datore di lavoro", indica il testo. "Se il dipendente ha un cellulare di servizio, è possibile inoltrare le chiamate dall'interno telefonico del proprio ufficio sul cellulare di lavoro". 

Non solo. "L'amministrazione - si legge ancora nel testo - deve prevedere apposite modalità per consentire la raggiungibilità delle proprie applicazioni da remoto. Se le applicazioni dell'ente sono raggiungibili da remoto, ovvero sono in cloud, il dipendente può accedere tranquillamente da casa ai propri principali strumenti di lavoro. Alternativamente si può ricorrere all'attivazione di una Vpn (Virtual Private Network, una rete privata virtuale che garantisce privacy, anonimato e sicurezza) verso l'ente, oppure ad accessi in desktop remoto ai server. Inoltre, l'amministrazione, dovrà prevedere sistemi gestionali e sistema di protocollo raggiungibili da remoto per consentire la gestione in ingresso e in uscita di documenti e istanza, per la ricerca della documentazione".

Diritto alla disconnessione

I lavoratori dovranno poter "staccare" al termine della giornata lavorativa o in determinati momenti concordati fra le parti durante i tavoli di confronto aziendale. Uno degli obiettivi inseriti nelle bozze sullo smart working è quello di "delineare la modalità di svolgimento della prestazione lavorativa cosidetta agile avendo riguardo al diritto alla disconnessione, al diritto alla formazione specifica, al diritto alla protezione dei dati personali, al regime dei permessi e delle assenze ed alla compatibilità con ogni altro istituto del rapporto di lavoro e previsione contrattuale".

Obiettivo generale di questa "riforma" (o meglio, introduzione nella legislazione, dopo l'esperimento forzato della pandemia) è, lo dicono ancora le bozze, "fornire indicazioni per la definizione di una disciplina che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l'orientamento ai risultati, concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni, consentendo, ad un tempo, il miglioramento dei servizi pubblici e dell'equilibrio fra vita professionale e vita privata".

Alternanza casa-ufficio

L'amministrazione pubblica che vuole fare smart working, chiariscono le linee guida, deve garantire "l'invarianza dei servizi resi all'utenza" ma anche "un'adeguata rotazione del personale autorizzato alla prestazione di lavoro agile, assicurando comunque la prevalenza per ciascun lavoratore del lavoro in presenza". Non si può quindi fare lavoro agile cinque giorni a settimana ma lo si deve alternare con il lavoro in ufficio.

Privacy e sicurezza

Le nuove norme dovranno tutelare le esigenza del singolo lavoratore, così come dettato dalle leggi sulla privacy. Sempre nel testo si annota che "in nessun caso può essere utilizzata una utenza personale o domestica del dipendente per le ordinarie attività di servizio". Questa inicazione è contenuto nel capitolo dedicato a privacy e sicurezza. 

I tempi

E' lo stesso ministro Brunetta a dettare la road map del provvedimento. "Abbiamo regolato lo smart  working - ha detto, a margine dell'incontro con i sindacati - che sarà totalmente implementabile dal 31 gennaio da parte delle 32 mila amministrazioni pubbliche che vuol dire 32 mila tipologie di amministrazioni, sulla base del contratto".