Cassa integrazione, l’industria lombarda soffre: nuovo boom degli ammortizzatori

Milano, dopo il Covid tornano ad aumentare le ore autorizzate. I dati Inps: +14,7% nel secondo semestre 2023

Gli ultimi sei mesi del 2023 hanno segnato un significativo aumento della cassa integrazione

Un'operaio metalmeccanico al lavoro in un'immagine d'archivio. Il Pil italiano nel I trimestre del 2010 e cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al primo trimestre 2009. Lo comunica l'Istat,che ha rivisto al ribasso la stima preliminare (+0,5% congiunturale e +0,6% tendenziale). GIORGIO BENVENUTI

Milano, 17 febbraio 2024 –  Sono state 78,4 milioni le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate in Lombardia nel 2023, in calo del 5,9% rispetto al 2022, pari a circa -4,9 milioni in meno. Diversamente dal 2020 e 2021, anni della pandemia, dal 2022 le imprese hanno presentato una minore esigenza nel ricorrere alla Cassa Integrazione, in particolare quella in deroga, evidenziando quindi l’avvio di un progressivo riallineamento rispetto ai valori pre-pandemici che si conferma anche nel 2023. La contrazione più consistente ha riguardato la Cassa Integrazione in deroga (-98,3%), la quale ha di poco superato le 88mila ore nel 2023 rispetto agli oltre 5 milioni registrati nel 2022, seguita dalla riduzione degli interventi di natura straordinaria (-25,8%); al contrario, le ore autorizzate in regime ordinario sono cresciute del 16,4%.

Tuttavia , secondo quanto emerge dall’analisi dei dati Inps rielaborati da PoliS-Lombardia, mentre il primo semestre del 2023 si è distinto per una riduzione dell’ammontare delle ore Cig autorizzate rispetto al primo semestre 2022 (-20,1%), gli ultimi sei mesi del 2023 hanno registrato un aumento del 14,7% rispetto al secondo semestre 2022. L’incremento registrato in questa seconda parte d’anno è stato guidato prevalentemente dalla CIG ordinaria (+22,5%) e quella in deroga, le cui ore sono più che raddoppiate; invariate le ore Cigs (-5,1%). Nonostante si confermi la tendenza di un progressivo riallineamento ai livelli pre Covid-19, le ore autorizzate nel 2023 restano ancora superiori agli anni precedenti all’emergenza sanitaria.

A soffrire è soprattutto il comparto industriale. Guardando alla tipologia di lavoratori, ad esempio, si vede come la riduzione complessiva delle ore Cig autorizzate nel 2023 rispetto al 2022 è stata spinta dalla diminuzione delle ore riconosciute agli impiegati (-30,2%), mentre per gli operai si osserva l’aumento del +8,8%. Per quanto riguarda le province, quelle con il maggiore numero di ore autorizzate nel 2023 sono state Milano e Monza-Brianza (19,5 milioni), Brescia (18,3 milioni), Varese (10,7 milioni) e Bergamo (10,6 milioni). La contrazione del 2023 rispetto al 2022 non ha riguardato Cremona, dove le ore Cig autorizzate sono state più del doppio rispetto al 2022, Brescia (+30,9%), Lecco (+27,4%) e Bergamo (+10,7%), tutte province a vocazione fortemente manifatturiera; al contrario, sono significative le riduzioni in provincia di Lodi (-50,6%), Milano con Monza-Brianza (-29,9%) e Pavia (-23,5%). Per quanto riguarda i settori, nel 2023 le ore complessivamente autorizzate nel comparto industriale sono state 72,9 milioni, +6,3% rispetto ai 68,6 milioni di ore autorizzate nel 2022; cresce anche la Cig nell’edilizia che, con quasi 2 milioni di ore autorizzate, registra un aumento del 33,4%. Si registra invece un crollo nel commercio.