Telemedicina? Sì, grazie: "L’intelligenza artificiale è pronta a confermarsi un alleato strategico per le nostre vite, a maggior ragione in un contesto pandemico come quello attuale. Dopo anni di impegno, ricerca e investimenti in tecnologie evolute da applicare anche all’ambito sanitario, siamo soddisfatti di poter essere parte fondamentale di una sperimentazione clinica pilota concreta" dice Valeria Sandei, ad Almawave, spiegando la sperimentazione...

Telemedicina? Sì, grazie: "L’intelligenza artificiale è pronta a confermarsi un alleato strategico per le nostre vite, a maggior ragione in un contesto pandemico come quello attuale. Dopo anni di impegno, ricerca e investimenti in tecnologie evolute da applicare anche all’ambito sanitario, siamo soddisfatti di poter essere parte fondamentale di una sperimentazione clinica pilota concreta" dice Valeria Sandei, ad Almawave, spiegando la sperimentazione avviata nelle scorse settimane di RicovAI-19. Il progetto di prognostica avanzata a distanza, è realizzato grazie alla collaborazione tra Ospedali Riuniti di Ancona, Università Politecnica delle Marche, ASUR Marche e le società Vivisol e Aditech, convolge i cittadini maggiorenni del comune di Offagna (AN): su indicazione del proprio medico, potranno ricevere dispositivi multiparametrici e indicazioni per il monitoraggio autonomo e da casa dei pazienti Covid.

Come funziona? "Grazie a un sensore e a una app, utilizzati dal paziente: il sensore rileva una sessantina di parametri, fra cui temperatura corporea, pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno e frequenza respiratoria" spiega l’ad. Poi la app raccoglie e trasmette i dati, "l’AI di Almawave calcola il cosiddetto ’Indicatore di Stabilità Clinica’ e lo trasmette al medico, che in questo modo può avere in ogni momento una visione aggiornata e dinamica dell’evoluzione della malattia, può interpretare i dati e le informazioni e intervenire tempestivamente rispetto alle esigenze del paziente". Che significa non solo modificare la terapia, ma soprattutto decidere se e quando sia necessario ricorrere all’ospedalizzazione: RicovAI-19, si pone l’obiettivo di ripensare l’assistenza medica da remoto e in generale il modello di sanità sul territorio, oltre a razionalizzare gli accessi ai Pronto Soccorso.

La sperimentazione in corso, che riguarda una platea di 2mila cittadini (per cui è totalmente gratuita), è focalizzata sul Coronavirus, ma "questo approccio – chiarisce Sandei – potrà essere applicato come ausilio in tantissimi diversi ambiti clinici: il medico potrà approfondire i singoli dati, con una situazione di ’alerting’ specifica per il paziente e la patologia monitorata. Siamo convinti che nel prossimo futuro questo modello possa offrire un valore sempre più strategico".