Dodici anni fa l'Aquila ha visto l'Inferno. E' la notte fra il 5 e il 6 aprile del 2009. La comunità ha appena celebrato la Domenica delle Palme e si appresta a vivere la settimana che porterà alla Pasqua. Alle 3.32, in piena notte, un boato scuote l'aria. E' l'apocalisse. Una scossa di terremoto di 5,8 gradi della scala Richter in pochi minuti distrugge gran parte del centro storico dell'Aquila e molti paesi vicini. Il bilancio è pesantissimo: più di 300 le vittime, 1.600 i feriti, decine di migliaia gli sfollati. Tra i paesi distrutti c'è anche Onna, che, rasa completamente al suolo, diverrà il simbolo della tragedia. La macchina dei soccorsi si attiva immediatamente e a L'Aquila arrivano anche tantissimi volontari che si mobilitano da tutta Italia. All'ondata di solidarietà di decine di migliaia di "angeli" delle macerie fa da perverso contrappunto un coro stonato, per fortuna minoritario, di gretti avvoltoi. Resta agli atti e, soprattutto, nella memoria degli aquilani la telefonata fra due imprenditori che sghignazzano pensando ai possibili appalti della ricostruzione su cui potrebbero mettere le mani. E nemmeno mancarono, come succede spesso in queste tragedie, gli sciacalli che invece di dare aiuto si gettarono fra pietre e ferraglia nel tentativo di recuperare oggetti personali e preziosi di chi aveva perso praticamente tutto.

Il processo di ricostruzione

Già, la ricostruzione. A che punto siamo? Per anni il processo di riqualificazione post-sisma è stato un nodo irrisolto dell'intera vicenda. Numerose le proteste dei cittadini contro i governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi per la lentezza nell'avviamento dei lavori e le condizioni di precarietà a cui sono stati a lungo costretti, fra moduli prefabbricati al posto delle case e attività economiche costrette alla chiusura anche per la lentezza nell'arrivo dei contributi statali. Negli anni, fortunatamente, la situazione è migliorata. Lo ha chiarito ieri l'attuale sindaco della città Pierluigi Biondi, alla guida di una giunta di centrodestra, che nel 2009 era primo cittadino di Villa Sant'Angelo, uno dei comuni della cintura aquilana che più soffrì le conseguenze del terremoto, venendo praticamente cancellato. 

"Il percorso di ricostruzione - ha detto all'agenzia Adn Kronos - è arrivato a oltre l'80%, mentre quello della pubblica poco sopra il 60%. Grazie alla possibilità di ricorrere a poteri commissariali siamo riusciti ad imprimere un'accelerata all'edilizia scolastica, avviando procedimenti per circa 31 milioni di euro". Il quadro, quindi, ha tinte più chiare rispetto a quello di due anni fa quando, per esempio, era stata inagurata solo una nuova scuola sulle dieci distrutte. Accanto alla ricostruzione del territorio, però, va completato un secondo percoso, altrettanto importante per il futuro dell'Aquila. "Oltre a un enorme processo di rigenerazione urbana, però - continua il sindaco - questa terra sta compiendo uno sforzo altrettanto importante per affermarsi quale realtà in cui elementi come formazione, innovazione, cultura e turismo sono centrali per il recupero della sua identità".

Memoria delle vittime e storie di miracoli

A dodici anni dal dramma, in epoca di pandemia e con il divieto di manifestazioni di massi, le celebrazioni si sono svolte con 309 rintocchi di campana, a ricordo delle vittime, e la proiezione di fasci di luce nel cielo. La memoria non è, fortunatamente, solo doverosa commemorazione dei caduti, come gli otto ragazzi rimasti sotto la Casa dello Studente, l'edificio che più di tutti divenne il simbolo del terremoto. Tornano in mente anche le storie di miracoli e salvataggi quasi incredibili, fra le vicende di 103 persone estratte vive dalle macerie. Alle 2 del mattino del 7 aprile un applauso liberatorio salutò il "ritorno alla vita" di Marta, 24 anni, rimasta per più di 23 ore prigioniera tra le macerie. In salvo anche una donna di 98 anni, che era già scampata al terremoto della Marsica nel 1915. E in nottata una ragazza venne estratta viva dopo 42 ore sotto le macerie. Eleonora Calesini, 21 anni. Anche lei un simbolo. Di rinascita. 

Parla il sindaco

Su scuole e ricostruzione il sindaco Pierluigi Biondi ha risposto anche alle domande del Giorno.net. "Nei mesi scorsi - ha detto in riferimento all'edilizia scolastica - sono state restituite due strutture, la primaria e scuola dell'infanzia di Arischia – inaugurata proprio in occasione dell’avvio dell’anno scolastico a settembre – e la primaria Mariele Ventre, subito dopo la pausa per le festività natalizie". L'attuale amministrazione, precisa il primo cittadino,"ha attivato procedimenti per circa 31 milioni di euro e, grazie alla possibilità di ricorrere ai poteri commissariali straordinari concessa ai sindaci per l'edilizia scolastica, è stata impressa una decisa accelerazione negli interventi".

Lungo l'elenco delle opere. "Sono in corso i lavori realizzazione della scuola dell’infanzia e primaria nella frazione Bagno Grande - elenca Biondi - Per metà giugno è previsto l'inizio delle opere di un altro istituto scolastico, la materna Pettino Vetoio, ed entro venerdì 9 aprile sarà avviata la gara per l’esecuzione dei lavori alla primaria Celestino V. A metà maggio sarà consegnata la progettazione definitiva della scuola dell’infanzia e primaria di Pianola". infine è "in corso di validazione del progetto definitivo del polo scolastico San Sisto-Santa Barbara da 6,5 milioni mentre siamo in attesa del parere dei vigili del fuoco per un altro polo scolastico, quello di Gignano Sant’Elia, ed è in corso la progettazione esecutiva per il polo scolastico di Sassa". 

Sul piatto non c'è solo il tema della ricostruzione di fabbricati ed edifici, ma anche l'affermazione dell'Aquila come centro culturale e turistico. "In questa terra, in tempi non sospetti - prosegue il sindaco - è iniziata la cosiddetta transizione ecologica, con la mobilità sostenibile continuamente incentivata. Nasceranno la Casa delle tecnologie emergenti, una delle sei in tutta Italia, la prima scuola nazionale di formazione nazionale dei vigili del fuoco, e la sede distaccata del Maxxi (il Museo nazionale delle arti dell'XXI secolo, ndr)". È poi in atto da tempo, annota Biondi, "una importante collaborazione tra istituzioni, università e prestigiosi centri di ricerca che ha portato a risultati importanti,  come l'istituzione di una fondazione finalizzata all'istituzione del Collegio di merito più ampio d’Italia, con 600 posti letto a disposizione di studenti grazie al recupero del patrimonio immobiliare ereditato dal Comune nel post sisma, comprese alcune delle new town realizzate pochi mesi dopo il sisma del 2009". 

Capitolo turismo. Anche in questo settore, pandemia permettendo, sono evidenti i passi in avanti. "La scorsa estate - precisa il capo della giunta - solo la montagna aquilana ha fatto registare il numero record di 100mila presenze: il segnale che questa terra, che vanta tradizioni importanti, sugellate dal riconoscimento della Perdonanza Celestiniana, il primo Giubileo della storia che si svolge nella Basilica di Collemaggio dal 1294, quale patrimonio immateriale dell'umanità Unesco nel dicembre 2019, ha enormi potenzialità". L'Aquila, è la conclusione del sindaco, "è fortemente attrattiva per il cosiddetto turismo esperienziale di viaggiatori consapevoli e alla ricerca di un'autenticità che qui è ancora alla portata di mano".