Un locale notturno
Un locale notturno

Milano, 13 gennaio 2019 - Mentre in Italia si discute da anni se normare la materia in Svizzera la prostituzione è legale dal Dopoguerra e in Canton Ticino a partire dal 1 luglio verrà sottoposta a un nuovo e rigido regolamento che prevede, tra l’altro, una tassa per le prostitute di 25 franchi al giorno (poco più di 22 euro) con l’obbligo per i gerenti dei locali di riscuotere la “gabella”, in pratica come se fossero dei veri e propri sostituti d’imposta.

Limposta servirà ad aumentare i controlli ed evitare che sul marciapiede, anche se parlando di Svizzera sarebbe più giusto dire club o appartamenti, ci finisca solo chi senza alcun tipo di costrizione vuole esercitare il mestiere più antico del mondo. Una legge che dovrebbe riguardare almeno 300 professioniste la maggior parte delle quali provenienti dall’Europa dell’Est e dal Brasile, anche se non manca una nutrita rappresentanza di connazionali. Se vi sembrano  tante, considerate che nel 2012 erano oltre 400 donne a esercitare il mestiere più vecchio del mondo nel Cantone che era diventato la meta preferita di migliaia di maschi italiani, soprattutto durante il fine settimana. Ad abbattere l’offerta allora ci pensò la magistratura ticinese, preoccupata per la portata che aveva assunto il mercato del sesso capace di attirare gruppi criminali provenienti da Nizza, in Francia, dalla Germania e anche dall’ex Jugoslavia e perfino dalla lontana Russia. L’operazione «Domino» sgominò un giro di affari da oltre 70 milioni di franchi (65 milioni di euro) a fronte di un evasione fiscale di almeno 5 milioni, chiudendo dodici locali e portando all’apertura di 110 procedimenti penali a carico di 230 persone, ai quali va aggiunto il sequestro di beni per oltre 30 milioni di franchi (27 milioni di euro).

SIiccome la prostituzione da allora non è certo sparita ma si è trasformata, passando dai postriboli agli appartamenti privati, in Canton Ticino hanno deciso di adeguarsi e varare nuove regole. Che si traducono in una stangata per le professioniste del sesso. Oltre alla tassa di 25 franchi al giorno, calcolata in base a un imponibile che si presume di almeno 50mila franchi l’anno (45mila euro) la nuova normativa ha reso determinante il ruolo dei Comuni nel concedere le autorizzazioni per i luoghi in cui la prostituzione si può esercitare, appartamenti privati compresi. Ogni prostituta dovrà annunciare la propria attività alla polizia cantonale e verrà assoggettata a una serie di controlli medici stringenti. Forse questa stangata convincerà parte della professioniste del sesso a spostarsi nel Nord Italia, a caccia di soldi facili e soprattutto in nero.