Tari in Lombardia, in quali province si paga di meno e perché

Nel report di Cittadinanzattiva sulle tariffe della spazzatura la media regionale lombarda è in linea con il 2022: 254 euro. A Brescia e Bergamo il balzello più basso, esose Lodi e Pavia

 Uomini e mezzi di Amsa

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MILANO – Brescia e Bergamo nella top ten dei capoluoghi più economici per la Tari, la tassa sui rifiuti, ma nel 2023 solo tre città lombarde hanno visto un calo della tariffa rispetto all’anno precedente. E su Raee, olii esausti e tessili i livelli di raccolta differenziata sono prossimi allo zero. Sono alcune delle evidenze raccolte nel report dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva in merito ai rifiuti urbani. Per quanto riguarda le tariffe, la media lombarda si attesta su 254 euro, tendenzialmente in linea con quella del 2022 (253). Ma se si torna indietro al 2019, l’aumento risulta più significativo: in quell’anno, infatti, la media della Tari in Lombardia era di 241 euro. Brescia ha mantenuto negli anni il primato di capoluogo con la Tari più bassa in regione e tra le prime in Italia (195 euro, erano 191 nel 2019); seguita a breve distanza da Bergamo con 214 euro; sotto la media lombarda anche Como (247 euro nel 2023), Lecco (238), Varese (254).

Sopra la media si collocano Lodi (269 euro), Mantova (272 euro), Milano (301 euro), Monza (298), Pavia (279). Como, Lodi e Milano sono i capoluoghi che hanno visto una riduzione fra la Tari del 2022 e quella del 2023; Brescia e Bergamo sono rimaste invariate, mentre per le altre province si sono registrati aumenti. L’incremento più cospicuo ha riguardato Monza, con un +8,2% che la colloca al sesto posto in Italia per variazione in aumento.

Sono tanti i fattori che determinano l’ammontare della tariffa, ma l’analisi generale di Cittadinanzattiva evidenzia che si paga di più dove si differenzia meno: a Brescia, ad esempio, a fronte di 195 euro di spesa si differenzia il 70,4% dei rifiuti mentre, per restare in Lombardia, la Tari più alta si paga a Milano dove la raccolta differenziata è al 62,5% (sotto la media lombarda del 73 per cento). "Vivere in una città pulita ci fa anche spendere meno. Questo dovrebbe essere un buon incentivo per tutti, cittadini e amministrazioni, per lavorare in sinergia sulla riduzione dei rifiuti e sulla qualità della raccolta differenziata", commenta Tiziana Toto, responsabile delle Politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva.

Quanto alla tipologia di rifiuti differenziati nel 2022, in Lombardia la percentuale più elevata è relativa alla frazione organica (35%), seguita da carta (16,6%) e vetro (12,7%). La percentuale più bassa è quella relativa alla raccolta differenziata dei tessili che è allo 0,8%, in linea con il resto d’Italia. Eppure la revisione della normativa Ue sui rifiuti introduce obiettivi ambiziosi per il riutilizzo e il riciclaggio degli scarti urbani. Per raggiungere questi obiettivi, spiegano dall’associazione, è indispensabile cambiare le modalità con cui le famiglie raccolgono i rifiuti: non può infatti esserci alcuna economia circolare senza una buona raccolta differenziata.