Controlli in dogana da parte della Polizia di frontiera elvetica
Controlli in dogana da parte della Polizia di frontiera elvetica

Berna - Stretta anti Covid in Svizzera, dove il Governo cantonale ha annunciato l'estensione dell'obbligo di certificato Covid (il nostro Green pass) a diversi ambiti finora eslcusi, dai locali agli eventi, a partire dal prossimo 1 ottobre. E sempre a partire da tale data, saranno applicate misure più severe per l'ingresso nel Paese. 

Per quanto concernce questi secondo aspetto, il giro di vite riguarda i non vaccinati o le persone vaccinate con sieri non omolgati da Swissmedic,  l'autorità elvetica di omologazione e controllo dei medicamenti e dei dispositivi medici: non è dunque il caso dei cittadini italiani correttamente immunizzati, dal momento che i vaccini autorizzati in Italia sono riconosciuti anche in Svizzera. Per quanto riguarda l'ingresso nella Confederazione di cittadini non immunizzati, invece, sono allo studio due proposte sulel quali il Consiglio federale dovrà prendere una decisione il prossimo 17 settembre, dopo aver ascoltato i pareri dei Cantoni.  La prima opzione prevede che le persone non vaccinate (e non guarite, dunque sprovviste di certificato)  debbano presentare un test negativo all’ingresso. In seguito, da quattro a sette giorni dopo l’arrivo sul suolo elvetico, dovranno effettuare un altro test a loro spese. La seconda proposta, fermo restando il tampone negativo all’ingresso nel Paese, prevede un periodo di quarantena di dieci giorni ( che possono essere ridotti a sette sottoponendosi a un nuovo tampone). Chi arriva in Svizzera, inoltre, dovrà compilare un modulo di iscrizione elettronico e varrà per chi entra nel Paese con qualsiasi mezzo: a piedi, in bicicletta, in aereo, in treno, in nave, in autobus e in auto. 

Dalla misura resterebbero tuttavia esclusi i frontalieri, i minori di 16 anni, i passeggeri in transito per un Paese terzo e gli autotrasportatori che attraversano la Svizzera.