Chi li ha visti? Quante persone sono scomparse in Lombardia nel 2023. E quanti non sono stati ritrovati

Il prefetto Maria Luisa Pellizzari, commissaria straordinaria alla persone sparite: “La collaborazione con la società civile è utile per accelerare i tempi di ricerca”

Campagna del ministero dell'Interno sulle persone scomparse (Archivio)

Campagna del ministero dell'Interno sulle persone scomparse (Archivio)

Milano, 7 marzo 2024 – Sono più di mille i lombardi scomparsi nel 2023 di cui non si hanno più notizie. L’anno scorso in tutta la regione sono state sporte 3.300 denunce per altrettante persone scomparse: 2.134 sono state poi ritrovate, 41 morte, ma almeno i familiari ne conoscono il destino e hanno una tomba su cui piangerle. Degli altri 1.166 invece non si sa più nulla, sono come svaniti. I “fantasmi“ aumentano.

Le cifre

Nel 2022, sempre in Lombardia, su 2.300 scomparsi, non ne sono stati ritrovati 800; nel 2021 oltre 600 su 1.800; nel 2020 più di 200 su 1.400; nel 2019 245 su 2mila. Complessivamente nel 2023 in tutta Italia è stata denunciata la scomparsa di 29mila persone, più della metà non ancora ritrovate.

“Dai dati emerge che la Lombardia si conferma la regione dove si registrano più denunce di scomparsa di italiani, con il 16,9% del totale, con una percentuale di ritrovamento dell’81,2%", spiega nella sua ultima relazione il prefetto Maria Luisa Pellizzari, la commissaria straordinaria per le persone scomparse. "La Lombardia è anche la regione italiana con il maggior numero di casi di scomparsa di minori di nazionalità italiana denunciati", prosegue la commissaria, che, nella sua relazione, traccia la mappa, regione per regione e provincia per provincia di chi si è allontanato.

Minorenni e stranieri

Gli under 18 italiani scomparsi sono stati 828: 672 per fortuna sono stati poi ritrovati, mentre 156 restano ancora da trovare. Gli stranieri della nostra regione per i quali è stata presentata denuncia sono stati invece 1.663, 796 ritrovati vivi, 8 senza vita e 859 che restano da trovare, 756 dei quali sono minorenni.

“I dati evidenziano come la collaborazione con gli operatori della società civile, specie per quelle fasce più deboli e vulnerabili, dai minori ai soggetti con deficit cognitivi, contribuisca ad accrescere l’attenzione sul fenomeno – sostiene la commissaria per le persone scomparse – e di migliorare gli interventi nella tempestiva attivazione delle ricerche e della conseguente riduzione dei tempi di ritrovamento e risoluzione dei casi".