Milano, 13 gennaio 2021 - La zona arancione decisa dall'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza è ormai agli sgoccioli. Nelle prossime ore prenderà forma il nuovo Dpcm, pronto a entrare in vigore dal 16 gennaio. La Lombardia, inserita fino al 15 gennaio in fascia arancione, come spiegato dallo stesso governatore Attilio Fontana, rischia concretamente una retrocessione in rosso. Per l'infettivologo dell'Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli "i dati indicano che siamo non dico daccapo, ma in una situazione non tranquilla, con la possibilità di ritrovarci settimana prossima di nuovo con gli ospedali in forte difficoltà". Oggi il ministro della Salute Roberto Speranza ha illustrato le misure del decreto in Parlamento e, dopo un ulteriore passaggio con le Regioni, è atteso il Consiglio dei Ministri per il via libera ai provvedimenti. Domani infatti alle 9.30 è in programma un vertice convocato dal ministro degli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia con il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario straordinario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri, le Regioni, l'Anci e l'Upi per fare il punto sul piano vaccini e sul nuovo Dpcm. Il tutto in vista del passaggio al Cdm. Ad allarmare esecutivo e Cts è l'evoluzione della curva epidemiologica in Italia. "L'epidemia è nuovamente in una fase espansiva" ha ammonito oggi Speranza in Parlamento. Ieri, proprio alla luce dei numeri, gli esperti del Comitato tecnico scientifico, hanno ribadito la loro contrarietà all'allentamento delle misure restrittive e, anzi, hanno esortato il governo in vista del nuovo decreto a mantenere i provvedimenti emergenziali per altri sei mesi"Lunedi - ha detto il ministro nel suo intervento - abbiamo avviato un lavoro per la stesura del nuovo dpcm che sostituirà quello del 15 gennaio, e in cui prevediamo la conferma delle misure fondamentali già vigenti e il modello per fasce differenziate". Un provvedimento che si snoderà attraverso la conferma di alcuni capisaldi e l'intruduzione nuove norme: "E' intenzione del governo Il ministro della Salute Roberto Speranzaconfermare il divieto di spostamento tra regioni anche in zona gialla, e ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici. Verrà stabilita anche una quarta area, bianca, che potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi".

Speranza: 12 regioni ad alto rischio

"C'è un drammatico mutamento dell'indice di rischio attribuito alle singole regioni: dodici regioni e province autonome sono ad alto rischio, otto sono a rischio moderato, di cui due in progressione a 
rischio alto nelle prossime settimane, e una sola regione è in questo momento a rischio basso. Quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente, abbiamo l'obbligo di prendere nuove misure, proporzionali al rischio di una diffusione incontrollata dell'epidemia" ha precisato il ministro della Salute Roberto Speranza, nella comunicazione alla Camera sulle ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza da Covid-19. Ieri in Italia sono stati altri 14mila contagi in un giorno, con un tasso di positività che non riesce a scendere sotto il 10% da giorni ma, soprattutto, ancora 616 vittime in 24 ore. A proccupare è l'impatto della curva del virus sui posti letto in terapia intensiva e in area medica: in base ai dati dell'ultimo monitoraggio, 13 regioni e province autonome hanno superato la soglia critica. Senza contare la campagna vaccinale: come spiegato fagli esperti non può e non deve deve essere messa a rischio da un aumento esponenziale dei contagi. Venerdi - secondo quanto si apprende - le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza con le nuove classificazioni delle regioni per fasce di rischio

La Lombardia vede rosso

Attilio FontanaMartedì in in Lombardia i nuovi casi erano 1.146 a fronte di 15.964 tamponi, per un rapporto nuovi positivi/tamponi del 7,1%. 54 le vittime nelle ultime 24 ore (25.903 da inizio pandemia). I dati più preoccupanti arrivano dal fronte ospedaliero: quattro le persone in più ricoverate in terapia intensiva (con 38 nuovi ingressi), +119 i ricoverati negli altri reparti Covid. La Lombardia, come detto, è tra le regioni che rischiano una nuova stretta. "La scorsa settimana l’indice Rt ha avuto un improvviso innalzamento – ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana–: abbiamo finito la settimana precedente a 1 e la scorsa settimana siamo passati a 1,24. Tenendo conto dei nuovi parametri introdotti dal Governo poco prima di Natale, ci stiamo avvicinando sicuramente alla zona rossa". Già, stando all’automatismo appena messo a punto dall’esecutivo nazionale, l’ingresso in zona rossa scatta quando l’indice Rt è pari o superiori a 1,25. Prima della stretta, invece, occorreva un indice pari all’1,5 per finire nel livello di rischio più alto di tutti. Da qui la conclusione del presidente della Regione. Che porta con sé una conclusione altrettanto ovvia: in caso di zona rossa dovranno rimanere chiuse le scuole di ogni ordine e grado, non più soltanto le scuole superiori. Il problema, però, non è solo l’indice Rt. "Stiamo peggiorando in tutti i parametri – ha aggiunto Fontana –. La situazione deve essere monitorata e tenuta sotto controllo con grande attenzione. Mi auguro sempre che questi numeri si invertano, che l’indice Rt e quello dei ricoveri in ospedale si abbassino". La linea dura è confermata anche dalla decisione di "stabilire l'ingresso in area arancione tutte le Regioni a rischio alto secondo i 21 parametri definiti dal decreto del 21 aprile", ha precisato il ministro.

Nuovo Dpcm, ecco cosa cambia in Lombardia

Ecco l'impianto delle misure previsto dal nuovo decreto illustrato dal Ministro Speranza oggi in Parlamento

Stato d'emergenza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha comunicato alla Camera la proroga al 30 aprile dello stato di emergenza. "Si tratta di un passaggio ampiamente giustificato da tutte le argomentazioni epidemiologiche - ha spiegato Speranza - che consente all'architettura istituzionale dell'emergenza di continuare ad esercitare le sue funzioni e il suo fondamentale lavoro".

Coprifuoco

Il coprifuoco dovrebbe restare in vigore sempre dalle 5 fino alle 22. 

Spostamenti tra Regioni

Potrebbe essere prolungato il divieto di spostamenti anche tra Regioni "gialle" (servirà un decreto ad hoc per confermare questo divieto alla mobilità). Ci si potrà dunque spostare per esigenze lavorative; motivi di salute; situazioni di necessità; per far rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione; ricongiungersi con il coniuge/partner se il luogo coincide con quello di residenza, domicilio o abitazione; per andare a trovare i figli minorenni nel caso di genitori separati/affidatari; prestare assistenza a persone non autosufficienti. Non ci si potrà spostare tra le regioni - anche in zona gialla - per fare gite o per ricongiungersi con il proprio partner, se il luogo non coincide con quello di residenza, domicilio o abitazione.

Visite a parenti e amici

Speranza ha spiegato che l'esecutivo sta andando verso la conferma dell'indicazione di "poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale". La norma dovrebbe dunque prorogata e consentire, in zona rossa, la possibilità di spostamenti all'interno del Comune verso un'abitazione privata per far visita a parenti e amici una volta al giorno (sempre al massimo in due persone, esclusi under 14, disabili e persone non autosufficienti conviventi). Il limite massimo di due persone a casa potrebbe valere per tutti e tre i colori attualmente previsti. In zona arancione, ricordiamo, ci si può già muovere liberamente all'interno del Comune mentre è vietato uscire dai confini comunali per visitare amici o parenti. Sicuramente resterà la raccomandazione, anche nelle zone gialle, a non ospitare in casa più di due persone.

Movida e bar

Confermata l'intenzione di una nuova stretta anti-movida, vietando l'asporto dalle 18 esclusivamente per i bar. Con il Dpcm dovrebbe essere infatti introdotto il divieto di vendita d'asporto per i bar a partire dalle 18 per evitare gli assembramenti.

Impianti di sci

E' molto probabile la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. Dopo aver dato il via libera ai mondiali di sci di Cortina (ma a porte chiuse e rigide indicazioni anti-assembramenti per gli atleti) il Cts si è detto preoccupato per la possibile riapertura il 18 gennaio: molte delle regioni della neve (Lombardia e Veneto in primis) sono state e sono duramente colpite dalla diffusione di Covid-19. La riapertura potrebbe essere quindi ulteriormente spostata. Inevitabile la preoccupazione per il settore sci. Le Regioni hanno chiesto al Governo ristori e interventi immediati. 

Musei, cinema e teatri

Porte chiuse ancora per cinema e teatri. I musei invece potrebbero riaprire, ma soltanto nelle regioni gialle.

Palestre e piscine

Ancora da definire le modalità di un'eventuale riapertura di piscine e palestre, da definire quando e, soprattutto, in quali zone. Potrebbe risultare decisivo l'incontro tra il Cts e il ministro dello Sport Spadafora, fissato per il 12 gennaio. Si valutano deroghe per lezioni individuali.

La zona bianca

Come spiegato da Speranza, oltre alle ben note zone rosse, arancioni e gialle "il Governo ha intenzione di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1".