Lucia Annibali lancia un monito: "Ogni donna ha diritto di costruire la sua felicità"

Pavia, a 10 anni dalla sua aggressione ha ricevuto il premio internazionale intitolato a Gerolamo Cardano

Lucia Annibali riceve il premio internazionale intitolato a Gerolamo Cardano

Lucia Annibali riceve il premio internazionale intitolato a Gerolamo Cardano

Pavia, 5 dicembre 2023 – “Qualsiasi ragazza o donna ha diritto di essere libera e di costruire la sua felicità”. Ha lanciato questo monito Lucia Annibali, che nel 2013 è stata aggredita da un uomo su incarico del suo ex fidanzato e sfregiata con l’acido. Avvocato e deputata dal 2018 al 2022, Annibali oggi questo pomeriggio ha tenuto una lectio magistralis su ‘La sofferenza come opportunità’.

L’occasione è stato il conferimento del premio internazionale intitolato a Gerolamo Cardano che viene assegnato ogni anno a quella persona (o gruppo di persone) italiana o straniera che abbia espresso, con i suoi studi e le sue attività, “alti contributi al progresso delle scienze umane e sperimentali, delle arti libere e applicate”. La Commissione istituita dal Rotary Club Pavia ha deciso di richiamare, per il Premio 2023, l'ambito dell'imprenditorialità e azione sociale nel nome di Sandra Bruni Mattei, fondatrice del collegio Nuovo di Pavia. “Sono restia ad accettare premi – ha aggiunto Lucia Annibali – perché non faccio niente di straordinario, se non vivere la mia vita. Questa volta ho accettato e mi sono commossa per essere stata associata a una donna straordinaria”.

Venendo poi alla lectio magistralis, Annibali ha sottolineato come sia stata conosciuta nel 2013, quando tutti i mezzi d’informazione hanno raccontato di una giovane donna sfregiata. “Ho ancora davanti la mia immagine sul pianerottolo - ha detto - ed è come se la Lucia ragazza avesse resistito finché ha potuto per poi passare il testimone alla Lucia donna che ha intrapreso un viaggio che non è ancora finito. Quel momento ha segnato la fine di un percorso in cui non riuscivo a trovare il senso della mia vita, mi sentivo insicura perché la violenza causa insicurezza e non trovavo una luce per uscire dal tunnel. L'aggressione ha rappresentato la svolta: a 36 anni mi sono incontrata e conosciuta. Ricoverata al centro grandi ustionati di Parma, non sono mai stata sola, mi sono sentita piena di speranza e di vita. Dall’ustione non si guarisce mai veramente, è un percorso doloroso, ma bisogna soffrire per poter guarire. Io finalmente ero padrona della mio viso, del mio corpo, della mia guarigione. Ero io che guidavo la mia forza di volontà, ero tornata ad essere in pace con me stessa. Ancora oggi nei momenti d’inquietudine torno a quella stanza in cui ho capito il mio valore. Non è presunzione, ha a che fare con il profondo contatto con te stessa. In quella stanza ho scelto che persona avrei voluto essere da quel momento in poi, come avrei voluto indirizzare la mia vita. Ho deciso di essere una donna libera, di prendermi del tempo per non rischiare di tornare indietro in luoghi che non mi corrispondevano più. E ogni giorno devo essere me stessa”. Anche il suo impegno sul fronte della violenza contro le donne per Lucia Annibali non è legato a quanto le è accaduto: “Sono state le circostanze della vita. Il mio impegno è nato da una condivisione di sentimenti e di pensieri. Voglio provare a condividere le sofferenze con un obiettivo: la felicità”.