Incendio in un deposito di rifiuti a Milano
Incendio in un deposito di rifiuti a Milano

Milano, 15 febbraio 2019 - Se il 2017 è passato agli archivi come un anno nero per quanto riguarda gli incendi di rifiuti, il 2018 è stato persino peggio. I roghi registrati in Lombardia dall’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) sono infatti aumentati, anche se di una sola unità.  Nel dettaglio: nel 2017 si contarono 21 episodi, mentre l’anno scorso si è saliti a 22. Nella maggior parte dei casi i rifiuti vanno in fiamme proprio all’interno degli impianti deputati a gestirli, o a trattarli: i roghi che hanno coinvolto imprese del settore sono stati 15 su 21 due anni fa e 15 su 22 nel 2018.  Un fatto da non sottavalutare: una delle linee di indagine seguite dalle procure e dalle forze dell’ordine per comprendere e arginare il fenomeno conduce proprio alla volontà di ostacolare chi fa parte della filiera dello smaltimento dei rifiuti da parte di chi è interessato a lucrarvi, smaltendoli minimazzando i costi e quindi in modo illecito. Una strategia perseguita attraverso i roghi nei capannoni vuoti, o nelle discariche e nei siti del tutto irregolari. 

Scandagliando i dati forniti dall’Arpa si nota come sia la provincia di Milano ad essersi segnalata nel 2018 per il maggior numero di roghi che abbiano coinvolto rifiuti: 8 per l’esattezza. Subito dietro la provincia di Como con 5 casi e poi Pavia e Mantova con due episodi ciascuna. La geografia degli incendi è variabile: nel 2017 tra le province più colpite vi fu infatti Brescia con 7 episodi. Il risultato è che nessuna provincia lombarda può davvero dirsi al riparo dal rischio roghi in ambito rifiuti, un fenomeno che negli ultimi anni è cresciuto in tutto il Nord, perché è cresciuto il volume di rifiuti che il Nord è chiamato a smaltire. Per dirla ancora con i numeri: nel 2017 in Lombardia si sono accertate 399 infrazioni nel ciclo di gestione, trattamento e smaltimento dei rifiuti, pari al 5,5% delle infrazione registrate in tutto il Paese.

E secondo il rapporto della Commissione bicamerale d’inchiesta, nel triennio 2015-2017 nelle regioni del Nord si sono contati 261 incendi di rifiuti, il 47,5% di quelli registrati nello stesso triennio a livello nazionale. Il 20% di questi è stato accertato come di origine dolosa. Non bastassero i numeri, è stata Alessandra Dolci, coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano, lo scorso novembre, intervenendo ad un incontro organizzato dagli studenti all’Università Bocconi, a rendere noto il sospetto che possa esserci un patto tra la ’ndrangheta e la camorra dietro a singoli episodi di roghi di rifiuti. Nel frattempo le Prefetture lombarde, d’accordo con Regione, Ats, Arpa e vigili del fuoco hanno deciso di costuire i Nuclei Ambiente, ovvero task force composte da esperti delle istituzioni citate che svolgano controlli a sorpresa, emulando ed estendendo quanto già fatto in provincia di Pavia: il coordinamento di questi Nuclei sarà delle prefetture lombarde e con questa iniziativa si vuole rafforzare la rete di attività di prevenzione e monitoraggio degli illeciti nel trattamento dei rifiuti.