A  due giorni dall'entrata in vigore del Green pass obbligatorio, il 15 ottobre per lavoratori pubblici e privati, emergono i primi nodi irrisolti. A sollevarli, numeri alla mano, è il presidente ella Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che sottolinea com e "l'attuazione del green pass obbligatorio non ha avuto l'effetto di un aumento delle vaccinazioni come speravamo, sono aumentati caso mai esponenzialmente i tamponi antigenici. Abbiamo calcolato che sono 6,2 milioni i non vaccinati  over 12 in età da lavoro, di questi 4 milioni dovrebbero essere gli occupati e anche se si dovessero vaccinare ora ci vogliono due settimane dalla prima dose per avere il green pass. Questo significa che dal 15 ottobre dovremo essere in grado di fare 8 milioni di tamponi a settimana, mentre adesso ne facciamo 1 milione e 200mila. È impossibile che al 15 ottobre tutti abbiano il green pass". Per quanto riguarda invece la gratuità dei tamponi Cartabellotta non ha dubbi: "Il vaccino per questi 4 milioni di persone costerebbe 160 milioni una tantum, il  tampone 180 milioni a settimana. Impossibile per il Ssn sobbarcarsi questi costi".

I numeri

Secondo l'ultimo report del Governo, ci sono 8,4 milioni di Italiani over 12 che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. Di questi, oltre 6.271.788 sono persone in età potenzialmente lavorativa: 914.671 della fascia d'età 20-29, 1.379.327 nella fascia 30-39, 1.702.924 nella fascia 40-49, 1.435.196 nella fascia 50-59 e 839.670 nella fascia 60-69. Secondo i dati Istat relativi al 4° trimestre 2020 il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni è del 62,9%: sarebbero dunque quasi 4 milioni i lavoratori non vaccinati, un numero indubbiamente sottostimato dal sommerso.

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