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31 gen 2022

Omicron, la variante Covid comparsa dal nulla e perché diventerà un raffreddore

Due studi universitari hanno indagato le origini della variante e perché perderà progressivamente virulenza

Milano, 31 gennaio 2022 - Come è nata Omicron? E' davvero meno virulenta? E perderà ancora più cattiveria fino a trasformarsi in un raffreddore (il raffreddore è un coronavirus) come molti sostengono da tempo, alcuni sin dalla prima ondata?

Domande a cui è difficile dare risposte perentorie ma sulle quali hanno indagato due differenti studi. Il primo sulle origini il secondo su come evolverà Omicron.

Tre ipotesi sulle origini

Una serie di mutazioni che avrebbero potuto essere un campanello d'allarme, ma che sono in qualche modo sfuggite all'attenzione dei genetisti fra le migliaia di sequenze genetiche del virus SarsCoV2 finora depositate, oppure mutazioni accumulate in un individuo durante un'infezione durata molto a lungo, o ancora mutazioni emerse in nuovi animali ospiti del virus, come topi o ratti: sono queste le tre ipotesi principali sull'origine della variante Omicron e sulla sua 'sorella' recentemente identificata in Italia, chiamata BA.2.

Sembra spuntata dal nulla

Le ricostruisce la rivista Nature sul suo sito, rilevando che al momento sono tutte e tre ugualmente valide. Non si rileva, infatti, un legame chiaro della Omicron con le varianti che l'hanno preceduta, come Alfa e Delta: «sembra uscita dal nulla», dice il biologo computazionale Darren Martin, dell'Università sudafricana di Città del Capo, riportato da Nature. Uno dei pochi elementi finora chiari di questa nuova variante è la grandissima facilità con cui si diffonde: in nemmeno due mesi è già presente in oltre 120 Paesi. È evidente anche il suo grande numero di mutazioni: sono così tante che un'ipotesi avanzata da alcuni genetisti e riportata da Nature ritiene che il suo antenato più prossimo possa risalire a oltre a un anno fa, intorno a metà 2020. Capire l'origine della Omicron non è affatto una questione accademica perché sapere come è emersa potrebbe aiutare a capire in quali condizioni potrebbero formarsi nuove varianti e forse a prevenirle. Tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha istituito in gennaio il gruppo di lavoro sulle Origini dei nuovi patogeni, e in febbraio è atteso un primo rapporto.

Omicron diventerà un raffreddore

L'aumento della frequenza delle mutazioni della variante Omcron può far aumentare la risposta immunitaria e può ridurre la virulenza del virus Sars Cov-2. È quanto si legge in uno studio condotto dal microbiologo Ali Adel Dawood dell'Università irachena di Mosul che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Microbial Pathogenesis. Il lavoro fa un'analisi sulla variante Omicron e nota come si sia passati dalle 62 mutazioni della versione Sudafricana alle 67 di un ceppo isolato in Australia, con la sola proteina Spike che ne ha 37. «Nonostante la maggiore diffusione del ceppo Omicron, riteniamo che sia il più debole tra i ceppi più antichi e che esaurirà il virus, facendo tornare i suoi sintomi a quelli di un comune raffreddore, come fecero gli antenati del coronavirus umano 229E», si legge nel lavoro. 

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