Coronavirus
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Milano, 31 marzo 2020 - Sono 42.161 le persone ufficialmente positive al Covid-19 in Lombardia ma secondo l'ultimo bollettino della Regione, diffuso ieri, è confermato il rallentamento nella curva dei contagi. I nuovi positivi sono stati infatti 1.154 rispetto ai 1.592 di domenica, alto il numero di dimessi: 1.082 per un dato complsssivo salito a 10.337.

I dati delle province

Contagi in calo nelle province più colpite dall'epidemia di coronavirus. A Milano e provincia ci sono 8.676 positivi, più 347 casi rispetto a ieri. A Milano città sono 3.560, più 154, in buona diminuzione rispetto alla crescita comunicata ieri che era di 247. A Bergamo i positivi sono aumentati di 137 persone (ieri 178) per un totale di 8664 mentre a Brescia la crescita è stata di 200 contagiati (ieri 335) per un totale della provincia di 8213. Nel Lodigiano prosegue il trend di aumenti contenuti, +29 rispetto ai +28 di ieri, totale 2058. In provincia di Como si raggiunge quota 1062 (+47), mentre a Cremona quota 3.788 (+26; ieri era +157); a Lecco 1437, con un aumento di 30 in linea con ieri. Monza e Brianza ha ad oggi 2362 positivi con 97 nuovi rilevati (dato buono considerando che ieri erano stati 179); Mantova ne ha in tutto 1617 (+67), Pavia 2036, in linea con ieri (+92 oggi; +97 ieri), mentre il contagio è più lento a Sondrio, dove i casi aumentano di soli 24 (totale 446) e a Varese, di 54 (totale 866). 

Concentrandosi solo sui capoluoghi di provincia ed escludendo Milano, è Brescia a guidare la classifica con 1249 (+20, ieri era +45), mentre a Bergamo città i casi rilevati sono 1088 (oggi +20; ieri +33). Monza presenta un totale di 421 (oggi +11; ieri +33). Buono il trend di Codogno, ex prima zona rossa, dove c'è  solo un nuovo positivo a fronte dei 5 di ieri.

I morti 'sommersi'

Resta purtoppo ancora significativo il numero dei decessi, saliti a 6.818 con i 458 di ieri. Ma il dato delle vittime sarà l'ultimo a calare, come sottolineato più volte dal Pirellone, dato che si tratta di persone che hanno un lungo decorso medico e dunque, solitamente, rientrano prima nelle altre 'categorie' di contagiati, ospedalizzati e ricoverati in terapia intensiva. Vero però anche, purtroppo, che esiste un 'sommerso' di morti senza tampone, persone che muoiono in casa senza essere ufficialmente considerate vittime del Covid-19 ma di fatto morte a causa del virus. Una sitiuazione denunciata più volte dai sindaci e, negli ultimi giorni, anche dalle case di riposo dove gli anziani ospiti sono particolarmente vulnerabili. Viene quindi messo in discussione il sistema della 'conta', con i numeri resi noti quotidianamente dalla Regione (e a livello nazioanle dalla Protezione civile).   "Il dato complessivo dei morti non fotografa l'intera situazione, lo sappiamo, è un dramma che sta segnando in maniera profonda la nostra terra e lo ricorderemo", ha ammesso l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. 

Burioni: "In Italia 6 milioni di contagiati"

Anche il noto virologo del San Raffaele Roberto Burioni, postando su Facebook uno studio sull'epidemia di Covid-19 in Europa condotto dall'Imperial College di Londra, contesta però i numeri ufficiali: "La stima del numero di persone che sono state infettate in Italia al 28 marzo 2020 corrisponde al 9,8% della popolazione, quindi intorno a 5,9 milioni di casi". Da qui l'affondo: "Capite perché i numeri che sentite in tv ogni giorno alle 18 non hanno molto significato?". 

Misure restrittive anche ad aprile

Per quanto riguarda il rallentare dei contagi, secondo la Regione cè la prova che le rigorose misure di contenimento stanno funzionando. Il governatore Attilio Fontana chiederà quindi al Govenro di "mantenere il contenuto dell’ordinanza approvata e ancora valida in Regione". L'ordinanza scadrà infatti il 4 aprile ma la Lombardia, d'intesa con altre regioni, vorrebbe prolungarla "almeno fino alla metà del mese".

Minuto di silenzio in tutta Italia

Oggi a mezzogiorno si è tenuto un minuto di silenzio davanti ai municipi di tutti gli ottomila Comuni italiani, per rendere omaggio alle vittime del coronavirusUn'iniziativa lanciata dai 243 sindaci della Bergamasca e recepita dall'Anci a livello nazionale.

Debuttano le Unità speciali a domicilio

A Milano iniziano a visitare oggi le Usca, le Unità speciali di guardia medica Covid che i medici di base potranno mandare a casa dei loro pazienti con sintomi sospetti (anche se non hanno fatto il tampone) e il rischio di contagiare i propri familiari, o di aggravarsi. L’obiettivo è intercettare in tempo quei malati che il coronavirus fa precipitare rapidamente da sintomi lievi alla necessitò di avere ossigeno.