Alla Rsa Perini si cerca di garantire un’assistenza di qualità nonostante l’emergenza
Alla Rsa Perini si cerca di garantire un’assistenza di qualità nonostante l’emergenza

Rho (Milano), 31 marzo 2020 - Tre casi confermati di Covid-19, uno ricoverato in ospedale e gli altri due in struttura. Un anziano deceduto e altri anziani (una decina) "con livelli di fragilità importante" che sono deceduti nelle ultime cinque settimane, ma sui quali però non è stato effettuato il tampone. E un appello, "è necessario aumentare il numero di tamponi e sottoporre ospiti e personale ad uno screening attento e puntuale". Il coronavirus arriva anche nella Rsa Perini di Rho. "Lo scenario attuale, soprattutto per le Rsa come la nostra, pone i familiari degli ospiti in una situazione di forte stress perché, con la sospensione degli accessi, il bisogno di vicinanza affettiva con i propri cari e il desiderio di essere informati sulle loro condizioni di salute sono molto forti - dichiarano il direttore amministrativo Giuseppe Re e il direttore sanitario Milena Bianchi -. Tutto il personale è impegnato per garantire agli ospiti un’adeguata assistenza sanitaria, ma anche la miglior qualità di vita possibile in una situazione di emergenza".

Fin dall’inizio dell’emergenza la struttura per anziani ha modificato spazi e abitudini, "una parte degli ospiti viene tenuta a letto per evitare interazioni che potrebbero risultare rischiose, chi di loro è in grado di deambulare continua il lavoro con i fisioterapisti e si sposta sul piano per brevi tragitti - spiega il direttore sanitario -. Gli educatori, l’assistente sociale e lo psicologo lavorano in stanza e sulla persona, e sono impegnati nelle videochiamate a casa per garantire all’ospite un contatto con i propri cari". I primi due anziani contagiati Covid-19 sono stati ricoverati in ospedale nelle scorse settimane, uno di loro non ce l’ha fatta. Attualmente ci sono altri anziani che presentano patologie respiratorie con febbre e sono stati isolati in struttura.

"Il personale sanitario informa i parenti sulle variazioni significative dello stato di salute, nella massima trasparenza e con l’obiettivo di non generare timori infondati - aggiungono -, medici e infermieri hanno intensificato la loro presenza, con una riorganizzazione del lavoro ai piani secondo linee guida sorvegliate dalla direzione sanitaria". Infermieri “angeli custodi” per gli ospiti ai quali non fanno mancare un sorriso e parole di conforto, sempre in contatto con le famiglie, "per esempio i malati di Alzheimer che hanno difficoltà nel fare le videochiamate vengono ripresi nel corso della giornata e mandiamo il video ai familiari". Senza dimenticare la città: quando è iniziata l’emergenza sanitaria la Rsa aveva una buona scorta di dispositivi di protezione individuali e così ha deciso di donare 3.000 mascherine al Comune di Rho e alla polizia locale.