Un operatore sanitario davanti alle palazzine di una casa di riposo di Milano
Un operatore sanitario davanti alle palazzine di una casa di riposo di Milano

 Milano, 6 aprile 2020 - Resta altissimo l’allarme per la situazione delle Rsa lombarde flagellate dall’epidemia, alcune delle quali vivono situazioni drammatiche. "Non abbiamo più tempo né voce. Stanno morendo tutti. Salviamoli", è lo sfogo di rabbia e dolore di un gruppo di parenti degli anziani ricoverati nella Rsa Casa per coniugi di via Dei Cinquecento, nel quartiere Corvetto di Milano. Uno dei focolai di coronavirus insieme alla vicina Rsa Virgilio Ferrari di via dei Panigarola: il numero di decessi, considerando entrambe le strutture, è salito a 102, 53 nella Casa per coniugi e 49 alla Ferrari (giovedì erano 80), di cui 10 sicuramente infetti da coronavirus. Ma sugli altri non è mai stato effettuato il tampone.

Un’impennata che preoccupa i familiari, soprattutto riguardo alla Casa per coniugi, dove negli ultimi giorni c’è stato il picco: 53 defunti "su un totale complessivo di 198 ospiti in carico (non posti letto). Una percentuale altissima, un bollettino di guerra". Intanto sono spuntati i primi sei contagi anche in una delle due case di riposo di Segrate, la San Rocco di via Monviso e il timore è che sia solo la punta di un iceberg. Il sindaco Paolo Micheli chiede tamponi e controlli su tutti i degenti. "Non nascondo che sono molto preoccupato – confessa –: mi ha chiamato il direttore della Rsa informandomi che sei ospiti sono risultati positivi al tampone. È una notizia estremamente preoccupante perché sono il 100% dei tamponi fatti". Allarmante anche la situazione della “Casa del nonno” di Ravello, frazione di Parabiago: le tre persone ospedalizzate nelle scorse giornate sono risultate positive al coronavirus. La direzione sanitaria ha poi segnalato la presenza di otto ospiti, di cui due in codizioni più gravi, con la febbre. Tre ospiti sono in isolamento preventivo.