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14 ott 2020

Coronavirus in Lombardia, nuovi casi in aumento. Boom dei ricoveri

Osservata speciale Milano. Il direttore della terapia intensiva dell'ospedale Sacco, Emanuele Catena: "Ci sono elementi di forte preoccupazione"

Pesaro,viaggio all'interno dell'opedale di Pesaro covid,
Ospedale Covid

Milano, 14 ottobre 2020 - Sono tornati nuovamente a salire i contagi da Coronavirus in Lombardia, ma anche in tutta Italia. Dopo un lieve calo a inizio settimana, già martedì sono stati registrati 1.080 nuovi casi, di cui 104 'debolmente positivi' e 11 a seguito di test sierologico. I tamponi effettuati sono stati 17.186 (totale complessivo: 2.350.108), con una percentuale rispetto ai positivi del 6,2%. I decessi sono stati 6, il totale sale a 16.994.  I guariti/dimessi sono stati 197 (totale: 83.550, di cui 1.526 dimessi e 82.024 guariti); i pazienti Covid in terapia intensiva aumentano di 12 unita' (62) e i ricoverati +83 (54). 

Catena: "Situazione può diventare esplosiva"

"Ci sono elementi di forte preoccupazione. Non tanto legati al numero dei ricoveri in terapia intensiva, ieri in Lombardia avevamo 63 ricoveri nelle nostre rianimazioni, ma a preoccuparci è l'andamento dei ricoveri", ha detto a Buongiorno su Sky TG24 Emanuele Catena, direttore della terapia intensiva dell'Ospedale Sacco di Milano. "Se immaginiamo di proiettare questo trend nei prossimi giorni - ha aggiunto - e nelle prossime settimane potremo trovarci dalle attuali poche decine di pazienti ricoverati alle centinaia. Questa situazione potrebbe potenzialmente diventare molto esplosiva e allarmante". Poi, ha aggiunto: "I ricoveri che abbiamo avuto in terapia intensiva in questi giorni si caratterizzano per una riduzione della fascia di età: qui al Sacco abbiamo ricoverato pazienti che vanno dai cinquanta ai sessanta anni. Sono pazienti meno gravi rispetto alla prima ondata. Le manifestazioni cliniche sono identiche ma ad oggi la mortalità è molto più contenuta". 

Milano osservata speciale

Osservata speciale Milano, che ha fatto registrare un balzo in avanti nel numero di nuovi casi giornalieri: in 24 ore ne sono stati registrati 440, di cui 236 nel capoluogo. Ieri erano 363, di cui 184 a Milano città. Una situazione che è mutata radicalmente nell'arco di poche settimane. "Secondo la mia opinione personale Milano rischia. A differenza della prima ondata, dove Milano in qualche modo era stata più o meno risparmiata, in questo momento Milano sicuramente è a rischio, come altre zone ad esempio Monza o Varese. Milano è da tenere sotto stretta osservazione", ha detto ancora Emanuele Catena, direttore della terapia intensiva dell'Ospedale Sacco di Milano."Ci rendiamo conto - ha spiegato - che le zone da cui vengono i pazienti sono zone della città, è importante monitorare anche il numero dei ricoveri nei reparti di degenza di malattia infettiva e nei reparti di terapia sub intensiva". "Secondo me, - ha osservato Catena - se si dovessero verificare dei numeri molto allarmanti, gli ospedali non dovrebbero essere trasformati totalmente in ospedali Covid. Avere a disposizione i letti in Fiera è una fondamentale scialuppa di salvataggio e questi all'occorrenza vanno utilizzati".

Scuola, raddoppiano gli alunni contagiati

Raddoppiano , per la seconda settimana di fila, i casi positivi al Coronavirus nel mondo della scuola milanese, ancora alle prese con l’emergenza cattedre: sono 175 le segnalazioni dal 5 all’11 ottobre, erano 85 dal 28 settembre al 4 ottobre e 39 la settimana precedente. L’ultimo bollettino di Ats Città Metropolitana di Milano registra 147 alunni e 28 operatori scolastici contagiati; dei 175 casi positivi, 103 sono nelle scuole di Milano città, 65 di Milano provincia e sette della provincia di Lodi. A raddoppiare è anche il numero delle persone in quarantena: 2.895 in tutto, fra alunni (2.811) e personale.

Fontana: "Trasporti e scuola ignorati, decreto bocciato"

La pressione cresce e la preoccupazione si fa sentire. Il decreto varato lunedì notte dal Governo per aggiornare le misure di contenimento del contagio da Coronavirus non soddisfa Attilio Fontana. Il giudizio del presidente della Regione Lombardia è «negativo» perché il provvedimento dell’esecutivo non asseconda il voler espresso da Palazzo Lombardia e da altri governatori in fatto di trasporto pubblico e scuola. "Nel leggere, finalmente, il Decreto prendo atto con rammarico che non vengono affrontati temi fondamentali come la didattica a distanza per le classi delle scuole superiori e l’affollamento dei mezzi pubblici, laddove l’inizio delle scuole e la mobilità pubblica si sono rivelati due degli aspetti che più hanno influenzato l’aumento della curva epidemiologica" ha commentato il governatore.

Pregliasco e Galli: "Troppi sui mezzi, dimezziamo alunni in presenza scuole"

Approva la didattica a distanza, e lo smart working, il virologo dell'Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco: "In effetti negli orari di punta, a Milano, si vedono troppi assembramenti. Occorre recuperare il distanziamento, a mio parere potenziando lo smartworking e dilazionando i tempi di ingresso a scuola e sul lavoro. Penso che anche la didattica a distanza per i ragazzi più grandi, dai 16 anni, potrebbe essere utile. Almeno in queste settimane. Se agiamo bene adesso che la diffusione non è ancora così elevata, infatti, saremo in grado di controllare la situazione". Dello stesso parere il direttore del reparto Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: "Per evitare l'affollamento sui mezzi e nei luoghi d'attesa ritengo che si debba tornare ad implementare il lavoro da casa e l'insegnamento a distanza, dimezzando almeno nelle scuole superiori il numero giornaliero dei frequentanti 'in presenza'". 

Il sindaco Sala: "No a lezioni online"

Riguardo il Dpcm di ottobre, il sindaco di Milano Giuseppe Sala è più ottimista: "Parto dal presupposto che bisogna vedere quello che succederà, nessuno lo sa. Oggi (ieri, ndr) noi sindaci di capoluoghi abbiamo analizzato la situazione con Fontana. Nei reparti Covid la situazione è ancora sotto controllo, ma i tassi di crescita, anche a Milano, sono significativi. Dopo una stretta, servono 15 giorni per vedere i risultati". Alcuni governatori chiedono il ritorno delle lezioni scolastiche online: "Non sono d’accordo, non mi pare una cosa corretta", ha replicato Sala, che ha aggiunto con un sorriso: "Ogni tanto sono d’accordo con il ministro Azzolina". Poi, però, in mattinata, in un video sulle sue pagine social si è rivolto al governo perché indichi "una direzione per il futuro del Paese, questo è quello che va fatto".

Trotta: "Test-lampo per accedere ai concerti"

Deluso Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts, promoter dei concerti italiani di Bruce Springsteen: "Il decreto di lunedì non considera le caratteristiche delle location e le diverse modalità di rispetto del distanziamento fisico, ma fissano dei numeri a tavolino. Mille spettatori all’aperto e 200 al chiuso? Sono numeri che non consentono di sopravvivere a milioni di persone che lavorano nella cultura, nella musica, nel teatro, nel cinema, nella danza e non consentono di vivere a milioni di persone che senza arte e partecipazione sono relegati a un ruolo di semplici consumatori. Prevale il concetto di sopravvivenza e non di vita". Per questo, ha deciso di presentare insieme all'associazione Slow Music un protocollo di sicurezza: "Il protocollo indica nei test alla porta, test-lampo, il sistema principale per poter lavorare in sicurezza. Alcuni medici ci stanno consigliando quale test proporre al Governo".

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