guglielmetti POLEDI
Cronaca

Aeroporti in Lombardia, il decollo di Bergamo e la rinascita di Linate: “La crescita? Selettiva”

Il 2024 dovrà essere l’anno del recupero dei passeggeri, ma l’Italia fa già meglio. Orio aumenta del 16,8%, sorpresa Forlanini. Malpensa sconta “i flussi internazionali”

Un aereo Ryanair

Un aereo Ryanair

Begamo –  C’è una data a cui guardano tutti gli aeroporti. È il 2024 quando, inflazione permettendo, l’Europa dovrebbe recuperare il traffico di passeggeri perso con la pandemia. Qualcuno in Lombardia ce l’ha già fatta: Orio al Serio, lo scalo di Bergamo gestito da Sacbo, dopo i primi sette mesi di quest’anno segna +16,8% alla voce viaggiatori rispetto allo stesso periodo del 2019; Milano Linate +6,1%, Malpensa è più indietro: -5,3%.

"Per la prima volta da inizio secolo abbiamo perso un quinquennio: in futuro non assisteremo più a una crescita omogenea degli aeroporti", avverte Stefano Paleari. L’ex rettore dell’Università di Bergamo e consigliere del Ministro dell’Università e Ricerca per l’attuazione del Pnrr ha contributo alla redazione del 17esimo rapporto ICCSAI-UniBg sul trasporto aereo in Europa, un’analisi sulla domanda e l’offerta del settore nei principali scali europei.

"La crescita sarà selettiva e dipenderà più dalle scelte dei territori e dalla qualità delle infrastrutture dentro e fuori gli aeroporti, l’unica parte della filiera che non potrà essere strappata al Paese. I collegamenti? Saranno fondamentali, penso al metrò a Linate o alla stazione ferroviaria che sorgerà a Orio al Serio".

Dopo il Covid poco sarà come prima, dicono i ricercatori. Le avvisaglie si sono già viste quest’anno. "Orio era pronto a soddisfare il picco di domanda perché nel 2020-21 ha adeguato le infrastrutture a terra e i servizi per le compagnie aeree", sottolinea Renato Redondi, professore nella giunta del centro Itsm (Iccsai Trasport and Sustainable Mobility Center) dell’Università di Bergamo e tra i partecipanti al gruppo di lavoro finalizzato alla stesura del rapporto. "Non ha mai smesso di investire e ha raggiunto percentuali di crescita simili agli scali del Sud Italia (Napoli, Palermo, Bari e Brindisi) che si sono avvantaggiati col turismo domestico. Anche gli eventi legati alla “Capitale della cultura“ sono stati un fattore di crescita così come la forte concentrazione di un vettore low cost come Ryanair".

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Secondo il 17esimo rapporto, il 2022 si è chiuso in Europa con un forte recupero di passeggeri(1,4 miliardi, +124% sull’anno precedente), ma ancora sotto (-20%) rispetto al pre Covid. La risposta dell’Italia è stata migliore: 164 milioni di viaggiatori, 28 milioni in meno del 2019 (-14,7%). Nel secondo trimestre di quest’anno, il segno è tornato positivo (+1,6% rispetto allo stesso periodo di quattro anni fa) mentre l’Europa era ancora al -7,3%.

Nel 2022 Malpensa è stato il secondo aeroporto dietro a Roma Fiumicino con 21,3 milioni (-26%), Orio al Serio il terzo (13,1 milioni, -5,1%), Linate ottavo (7,7 milioni, +17,5%). Quest’anno la progressione è proseguita per tutti gli scali lombardi: a fine luglio Orio ha segnato la crescita record del 16,8%, Linate ha chiuso in attivo (+6,1%). Malpensa, seppur con un dato negativo (-5,3%), ha ridotto notevolmente il gap di passeggeri rispetto a fine 2022. "Malpensa – sottolinea Redondi – è una realtà più complessa: ha più compagnie sia low cost sia tradizionali e collegamenti a lungo raggio. I flussi internazionali stanno recuperando più lentamente". Il traffico merci, invece, dopo il boom del 2020 e 2021 ha iniziato a rallentare nel 2022. Un trend che si sta confermando. "Risente dell’andamento dell’economia perché è legato alle esportazioni delle imprese: difficile prevedere un recupero nei prossimi mesi, uno scenario che rischia di penalizzare il cargo di Malpensa e Montichiari (Brescia)".

Nel 2022 a Malpensa, primo aeroporto in Italia nel traffico di merci, sono transitate oltre 721mila tonnellate, il 3,5% in meno del 2021. Rispetto al 2019, la variazione è positiva (+29,1%) mentre dopo i primi sette mesi dell’anno l’incremento scende al 21,2%. Montichiari, quinto scalo a livello nazionale, ha movimentato 38.947 tonnellate, l’1,7% in meno del 2021 ma il 26,9% in più rispetto a 2019 (+38,3% a luglio di quest’anno). Bergamo, sesto con 20.827 tonnellate, è sotto del 20% sul 2021 e dell’82,5% nel confronto col 2019 (-82,3% dopo sette mesi del 2023). Solo 14° Linate con 2.353 tonnellate, il 24,1% in più del 2021 ma il 69% in meno del 2019 (-82,7% quest’anno).