Cremona, 23 giugno 2019 - Ha ucciso la figlia di due anni. Poi ha tentato di togliersi la vita. Un delitto che si è consumato nel tardo pomeriggio al civico 4 di via Massarotti, a due passi dal tribunale, nel pieno centro di Cremona. Il padre assassino è un operaio: Jacob Danho, 36 anni, originario della Costa d’Avorio. La vittima, Gloria. Da pochi mesi l’uomo si era separato dalla moglie, 34 anni, che viveva in un’altra abitazione di Cremona insieme alla figlia. In una casa protetta, secondo le prime ricostruzioni, visto il rapporto burrascoso tra i due (ex) coniugi.

Il 36enne, invece, circa un mese fa si era trasferito nell’abitazione di via Massarotti, lo stesso cortile passato alle cronache alcuni anni fa per aver ospitato la scuola coranica chiusa dagli ispettori del ministero. Ieri era andato a prendere la figlia che avrebbe dovuto trascorrere con lui alcune ore. Poi la follia: l’uomo a quanto sembra avrebbe massacrato di coltellate la bambina. Più colpi prima di sferrarne alcuni contro se stesse e uno, il più grave, nel proprio ventre. È stato lui a contattare il 118: «Sto male», avrebbe detto al telefono. Ha trovato anche le ultime forze per avvisare i proprietari, la famiglia Molino, dicendo di aprire ai soccorritori che stavano arrivando, in quanto non era sicuro che ci sarebbe riuscito visto le ferite. A quanto sembra, quando il 118 è giunto sul posto lo ha trovato privo di sensi, vicino a lui la bambina orma morta. L’uomo è stato portato all’Ospedale Maggiore di Cremona dove si trova piantonato dai carabinieri. Il movente del delitto, secondo le prime ipotesi formulate dai carabinieri della Compagnia di Cremona guidati dal Maggiore Rocco Papaleo, sarebbe da ricercare nella relazione tra i due coniugi, soprattutto dopo la separazione.

Sul posto ambulanza e auto medica, oltre a tre pattuglie della compagnia dei carabinieri di Cremona. L’omicida è stato portato in ospedale, dove è piantonato dai militari. La notizia ha sconvolto tutto il vicinato, sebbene l’uomo non fosse conosciuto e vivesse da poco tempo nel quartiere. Ancora nella tarda serata di ieri erano in corso gli accertamenti medico legali all’interno dell’abitazione per poter raccogliere la maggior parte di elementi possibili circa l’accaduto e le condizioni in cui il delitto sarebbe maturato. Non si esclude l’ipotesi di una premeditazione, anche se soltanto al termine delle indagini sarà possibile stabilire con esattezza cosa sia accaduto.