una classe
una classe

Milano, 19 settembre 2020 - Quasi diecimila alunni in meno in Lombardia, che l’anno scorso ne aveva già persi cinquemila. Sono 1.173.599 gli alunni iscritti quest’anno in regione, 360.541 i milanesi (duemila in meno). L’“effetto domino“ - annunciato lo scorso anno - continua: dopo anni di crescita fino al 2017/2018, quando le scuole lombarde contavano 1.190.454 alunni, dal 2018 continua la discesa: -0,27% il primo anno, -0,42% l’anno scorso, -0,84% quest’anno. Unica eccezione, fra tutte le province, è Lodi che conta 29.832 studenti (l’anno scorso erano 29.797).

"Un trend che non si discosta dal dato nazionale - spiega Augusta Celada, direttrice generale dell’ufficio scolastico regionale -. La lieve diminuzione, in linea con tutto il Paese, si nota negli iscritti alla scuola del primo ciclo mentre nelle scuole superiori c’è ancora un lieve aumento". Già alle medie però si iniziano a vedere i primi effetti: cento studenti in meno. In questo quadro, per la prima volta, dopo anni di crescita, diminuiscono anche gli studenti stranieri: sono 191.474 quest’anno, 5.564 i nuovi ingressi; erano 197.388 lo scorso anno quando si erano registrati 6.222 nuovi ingressi. Ad aumentare costantemente sono invece gli studenti con disabilità, che necessitano di un sostegno in più in classe. Al 14 settembre, in 45.337 hanno disabilità o disturbi dell’apprendimento certificati (quasi duemila in più). A Milano sono 14.823. Aumenta l’organico dedicato: 25.002 i posti di sostegno autorizzati quest’anno, di cui 9.081 nelle scuole di Milano. Mancano però i candidati in graduatoria. "La scarsità di specializzati è il grosso ostacolo alla risoluzione di questo problema - conferma la direttrice -.

Per i posti da coprire in Lombardia, parliamo di circa 230 all’infanzia, duemila alla primaria, circa 2.500 alla secondaria di primo grado e 1036 a quella di secondo grado". Per quanto riguarda la scelta della scuola superiore, aumentano i liceali (48,9%) e perdono alunni sia gli istituti tecnici (più di tremila iscritti in meno) che gli istituti professionali (1.780 in meno). A Milano sceglie il liceo il 55,9% degli studenti di terza media, il 30,6% guarda ai tecnici e il 13,6% ai professionali. In provincia di Brescia invece i tecnici piacciono più dei licei (42,7% contro 38,1%).Guardando alle scuole paritarie della regione, di tutti gli ordini e gradi, aumentano lievemente gli iscritti: 228.975, erano 228.857 lo scorso anno; e fra loro anche gli alunni con disabilità accolti: 6.009 quest’anno, oltre duemila rispetto allo scorso anno. Milano fa eccezione: sono 414 in meno gli studenti delle private o delle paritarie rispetto al 2019.

Raddoppiano nelle scuole statali i reggenti: sono 1.057 i presidi al timone delle scuole lombarde, fra loro 82 sono chiamati a dividersi su più scuole. Erano 45 i reggenti lo scorso anno. Numeri contenuti, rispetto a pochi anni fa: "Rispetto al 2016, con 400 reggenze in Lombardia, direi che andiamo bene. I recenti concorsi hanno permesso di coprire molti posti",spiega Celada. Dieci le scuole affidate a reggenti a Milano.
E se sono ottanta i nuovi dirigenti scolastici assunti quest’anno, il lieve calo di dirigenti scolastici si può spiegare con i recenti pensionamenti, altri incarichi fuori regione o assenze per assistenza di famigliari.
Organico potenziato, anche per l’emergenza Covid in corso, scatta la ricerca di 25mila supplenti. In queste ore le singole scuole stanno chiamando dalle graduatorie d’istituto derivate dalla nuova graduatoria provinciale, non ancora definitiva, “fino all’avente diritto”.

La fotografia dell’inizio dell’anno scolastico si chiude con uno sguardo alla maturità nell’anno del Covid. Tutti ammessi all’esame di Stato: dei 67.309 studenti è stato promosso il 98,77%: 764 non ce l’hanno fatta. In compenso sono più che raddoppiati i voti alti e le lodi: 5.390 studenti hanno chiuso l’anno “anomalo“ con il 100 (erano 2371 lo scorso anno), ben 984 sono stati incoronati con la lode (erano 461 nel luglio 2019). Spiccano le lodi al liceo: ben 717, di cui 243 a Milano; sono 232 negli istituti tecnici, che lo scorso anno ne avevano dispensate 86 e restano una rarità nei professionali: 35. Ma l’anno prima erano ancora meno, 16.