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11 mag 2022

Como, ha scelto e difeso la candidata "hard": Luppi si dimette

Il coordinatore comasco di Azione dopo lo stop di Calenda

roberto canali
Politica
Doha Zaghi in arte Lady Demonique
Doha Zaghi in arte Lady Demonique

Candidata per un fine settimana, finché a mettere il veto sulla sua presenza nella lista di Azione ci ha pensato addirittura Carlo Calenda. La “mistress“ Doha Zaghi ha provocato un terremoto tra le file del centrosinistra comasco, dove il suo nome a livello nazionale è diventato più famoso di quello della candidata sindaco per la quale si era schierata, Barbara Minghetti.  Mentre “Lady Demonique“ non solo non fa marcia indietro, ma rilancia, accusando Carlo Calenda di non essere un vero liberale e di aver perso l’occasione di fare di lei quello che Marco Pannella aveva fatto di Cicciolina, a presentare le dimissioni è stato nelle scorse ore il coordinatore comasco di Azione, Andrea Luppi, in passato ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale. Era stato lui a scegliere e difendere la candidatura della Zaghi non appena sui social, all’indomani della presentazione della lista, erano comparsi i riferimenti ai video osé e anche apertamente blasfemi in cui “Lady Demonique“ in guepière si divertiva a maltrattare i suoi partner, spesso alternando alla frusta l’utilizzo di crocifissi e un eloquio decisamente poco consono a una candidata al ruolo di consigliere comunale.

«Non c’è stata alcuna sorpresa riguardo alla professione di Doha, semplicemente non è importante quale lavoro faccia una persona, tutti hanno diritto a candidarsi e per noi quello che conta davvero è la sincera disponibilità e volontà di impegnarsi davvero per la città – l’aveva difesa pubblicamente Luppi – Le scelte della vita privata e professionale, se rientrano nella legalità, non possono mettere in discussione il diritto di una persona a candidarsi". L’altro giorno di fronte alla decisione di Calenda che aveva definito la candidatura "non opportuna", Luppi ha deciso di dimettersi anche lui. Intanto la diretta interessata si gode la pubblicità. L’altro giorno, per non smentirsi, ha pubblicato un video in cui prendeva a calci uno “schiavo“ che indossava la maschera di Matteo Salvini.

 

 

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