La manifestazione si terrà di fronte ai cancelli dell’azienda
La manifestazione si terrà di fronte ai cancelli dell’azienda

Lomazzo (Como), 8 aprile 2021 -  Tornano a incrociare le braccia i lavoratori della Henkel di Lomazzo che oggi hanno proclamato uno sciopero di 8 ore, con manifestazione di fronte ai cancelli dell’azienda. A poco più di due mesi dall’annunciata chiusura dell’impianto, che dovrebbe terminare le proprie attività entro la fine di giugno, sembrano purtroppo ridotte al lumicino le possibilità di far cambiare idea all’azienda che dalla sua sede generale di Dusseldorf apparre irremovibile.

"La Henkel ha chiuso il 2020 con un fatturato complessivo di 19,3 miliardi di euro, leggermente inferiore rispetto al 2019 ma con un flusso di cassa che ha superato i 2,3 miliardi di euro mantenendo i livelli record del 2019 – spiegano i delegati della Filctem Cgil, la Femca Cils e la Uiltec Uil che insieme alla Allca-Cub di Como stanno supportando i lavoratori in questa trattativa così difficile - Agli azionisti verrà proposto lo stesso dividendo dell’anno scorso. La Divisione Laundry & Home Care che produce Dixan, Perlana, Vernel, Nelsen ha raggiunto una crescita delle vendite organiche molto forte del +5,6%. Lo sviluppo è stato trainato dall’aumento della domanda di prodotti per l’igiene legati alla pandemia. Addirittura i risultati raggiunti sono migliori delle previsioni fatte nel corso del 2020, eppure Henkel vuole chiudere il suo primo impianto in Italia nonostante il costo di unità prodotto sia assolutamente competitivo".

La proposta di chiusura è arrivata nonostante negli ultimi due anni l’impianto abbia già perso oltre una ventina di lavoratori, passando da 101 a 79 dipendenti diretti, attraverso la mancata sostituzione di chi aveva raggiunto l’età della pensione. Adesso però Henkel ha deciso che vuole concentrare tutta la produzione a Ferentino, in provincia di Frosinone, senza preoccuparsi di mettere sul lastrico insieme ai propri lavoratori anche un’altra settantina di dipendenti di aziende esterne, collegate all’impianto. "Una decisione completamente irresponsabile che condanna alla disoccupazione 150 lavoratori e le loro famiglie – il commento di Fabrizio Baggi, segretario regionale di Rifondazione Comunista - È inaccettabile che le multinazionali trattino le lavoratrici ed i lavoratori come pedine da muovere a proprio piacimento". La crisi della Henkel è finita anche sul tavolo della Commissione attività produttive di Regione Lombardia e se n’è interessato anche il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ma per ora è stato impossibile far cambiare idea alla multinazionale tedesca.