Canone calmierato per studenti. L’accordo promosso dal Comune: "Un aiuto a inquilini e proprietari"

Un tetto agli affitti per universitari e lavoratori con contratti brevi. Agevolazioni fiscali ai locatori

Contratti a canone concordato per universitari e lavoratori transitori fino a 18 mesi. Organizzazioni e associazioni dei proprietari edilizi e degli inquilini hanno rinnovato l’accordo territoriale, con la collaborazione del Comune di Brescia, che definisce contratti d’affitto con canone calmierato, come una delle risposte possibili all’aumento dei prezzi degli affitti. Un tema ben noto all’amministrazione, come ricordato dall’assessore all’Housing sociale Alessandro Cantoni e dall’assessore ai Servizi sociali Marco Fenaroli: con l’accordo si riuscirà a individuare con più facilità gli alloggi sfitti e, allo stesso tempo, si permetterà ai proprietari di mettere i loro immobili sul mercato con più sicurezze.

"Nel 1971 in città solo il 5,5% degli immobili non era occupato – spiega Leonardo Pappalardo, presidente dell’Unione piccoli proprietari di Brescia –: nel 2019 la percentuale era il 12,4%. Attualmente risultano vuoti 14mila appartamenti. Gli immobili in locazione nel primo semestre del 2015 erano 1.172, mentre nel primo semestre del 2023 ne abbiamo contati 147".

L’accordo dovrebbe aiutare a superare l’impasse, almeno per studenti universitari e lavoratori che restano a Brescia pochi mesi. Il canone non dovrà superare un tetto massimo, ma sarà calcolato in modo non discrezionale, con un software già ideato nel 2018, che permetterà di definire il costo dell’affitto in modo specifico, per ogni zona. L’accordo non beneficia solo gli inquilini che prendono in locazione una casa a canone più accessibile di quello di mercato, ma ha vantaggi anche per i proprietari, che possono accedere a un regime fiscale agevolato su Irpef e Imu.