Bocciofila Combattenti, funerale con polemiche. Cosa hanno detto i “vecchi rinco” al sindaco

Ammainabandiera nel centro di via Balestra, dopo 75 anni di attività. Il presidente Renato Fumagalli: “Andremo sulle panchine del lungolago, se i turisti ci lasceranno qualche posto”

Chiusura con ammainabandiera polemico per la Bocciofila Combattenti

Chiusura con ammainabandiera polemico per la Bocciofila Combattenti

Como, 3 aprile 2024 – L’ultimo saluto è stato con l’ammainabandiera. Ieri alle 15, nel cortile della Bocciofila Combattenti, per dire addio a 75 anni di storia della città di aggregazione, di amicizie e di stare insieme. Un momento che nessuno avrebbe voluto, che tutti i soci hanno cercato in ogni modo di evitare. Senza riuscire ad avere la meglio sulla decisione dell’Amministrazione comunale e del sindaco Alessandro Rapinese. C’erano quasi tutti ieri pomeriggio in via Serafino Balestra, tranne Adriano, il frequentatore più anziano: 92 anni, ogni giorno il viaggio in bus avanti e indietro da Erba, per prendere un caffè e fare due chiacchiere.

Se ne è andato, con tutto il suo dispiacere, prima di vedere la chiusura con i suoi occhi. La cerimonia è stata annunciata con un vero e proprio epitaffio funebre, divulgato dal presidente Renato Fumagalli. "L’unico centro di aggregazione presente in città murata, non solo per ‘vecchi rinco.......’, come ci ha definiti il sindaco, è costretto suo malgrado a restituire le chiavi – ha detto –. Non per colpa nostra, ma di qualcun altro, senza darci la possibilità di una proposta alternativa o di un confronto. La Bocciofila doveva essere rasa al suolo e basta. Andremo a sederci sulle panchine del lungolago, se i turisti ci lasceranno qualche posto libero, perché certamente noi non portiamo soldi e quindi contiamo meno".

Con la restituzione delle chiavi, il problema di individuare un centro di aggregazione per anziani è ora concreto, senza che all’orizzonte si intraveda nulla. "Vogliamo far capire – ha proseguito Fumagalli – che quello che sta succedendo a noi oggi qui potrà accadere anche a molti altri. A Como le persone anziane non sanno dove andare, noi eravamo l’unico punto di incontro. Vogliamo un posto dove incontrarci".