Sergio Zanotti sequestrato in Siria: spunta il giallo di un altro italiano

Sarebbe ostaggio con lui di un gruppo armato tutto da decifrare

Sergio Zanotti nel video che ne rivendica il presunto rapimento
Sergio Zanotti nel video che ne rivendica il presunto rapimento

Marone, 17 dicembre 2016 - Si avvicina il Natale e di Sergio Zanotti, non si hanno ancora notizie certe. Originario di Marone, paese affacciato sulle acque del lago d’Iseo, padre di cinque figli, Zanotti non si fa sentire da quasi otto mesi. Un video ne ha rivendicato il presunto rapimento avvenuto a metà novembre. L’uomo si troverebbe in Siria. Il video è stato postato da un certo Abu Jihad. Ha chiesto a Roma di agire o «nei prossimi giorni manderò un altro video (dell’italiano, ndr) senza testa». Abu Jihad fa riferimento al giornalista norvegese Ole Johan Grimsgaard-Ofstad, messo «in vendita» dall’Isis e poi decapitato nel novembre del 2015. L’unica certezza è che il 14 aprile Sergio Zanotti è partito e ha chiamato a casa per dire che era arrivato. Dopo che la conversazione si è interrotta di lui si sono perse le tracce. Il 16 maggio ne è stata denunciata la scomparsa. E nelle ultime ore emerge il particolare, non ufficialmente confermato, che Zanotti potrebbe essere tenuto in ostaggio con un altro italiano. Che si tratti di padre Paolo Dall’Oglio? Il religioso sarebbe l’unico connazionale tenuto in ostaggio in Siria, rapito a Raqqa il 29 luglio del 2013 mentre lavorava per favorire il rilascio di alcuni ostaggi. Attualmente non si sa se sia ancora in vita, anche se a inizio giugno lo jihadista pentito Saleh A. alle autorità tedesche ha parlato di un video che lo ritrarrebbe vivo e che lui stesso aveva cercato di vendere per 10.000 euro.

Il religioso potrebbe essere nelle mani dei terroristi o di qualche nemico fattosi durante gli anni in cui è vissuto in Siria. Era molto noto e da molti considerato scomodo. Così non parrebbe per Zanotti, che non era solito recarsi in Turchia o Siria anche se aveva amici del posto. Nel video diffuso da Abu Jihad, indossa un saio e non la tipica divisa arancione. Nelle immagini non si vedono inoltre simboli che riconducono all’Isis o ad altri gruppi armati e legati al terrorismo internazionale. Secondo alcune indiscrezioni l’uomo «si sarebbe recato in Turchia o forse Siria per cercare dei finanziatori. Con ogni probabilità è caduto nelle mani di malintenzionati». La ex moglie Jolande Manier nei giorni scorsi ha scritto a Putin dato che lo «considera l’unico potente della Terra in grado di darle un aiuto».