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12 mar 2022

Nutrie, la Regione vuole dimezzarle

La Regione ha elaborato il piano di abbattimento dei roditori che ogni anno producono danni per milioni

federica pacella
Cronaca
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Nutrie in un laghetto

Brescia - Danni alle aziende agricole, argini dei canali distrutti con incremento del rischio idraulico, ma anche pericolo per la sicurezza delle persone: in Lombardia si dovrebbero abbattere 396mila nutrie all’anno. Secondo l’aggiornamento del piano provinciale di controllo, abbattimento ed eradicazione per il triennio 2021-2023 pubblicato nei giorni scorsi dalla Provincia di Brescia, in linea con la nuova legge regionale, la presenza totale stimata è di 708.021 esemplari in tutta la regione, concentrate in alcune province, per lo più quelle agricole. Tuttavia, non va sottovalutata la capacità della specie di colonizzare anche altri ambienti, visto che può spingersi fino a 1.200 m di quota. Il numero di 708mila, elaborato dall’Università degli Studi di Pavia, potrebbe, tuttavia, essere sottostimato: i censimenti delle Province, infatti, parlano di una popolazione di 2,2 milioni di esemplari.

Tenendo come riferimento il dato dell’Università pavese, al primo posto c’è Mantova con 168mila nutrie stimate, seguita da Brescia con quasi 140mila esemplari, mentre al terzo posto per numero di popolazione c’è Cremona, con 120mila nutrie stimate. Anche Pavia e Lodi hanno una presenza massiccia di questo animale (rispettivamente 110.845 e 104.276), ma anche a Milano e Bergamo si evidenziano diverse migliaia di nutrie (43mila nel capoluogo lombardo, 22mila nella Bergamasca). Da anni gli agricoltori denunciano i danni apportati da questi animali, grandi roditori semi-acquatici che sono forse tra le più famose specie aliene. La nutria, infatti, non è autoctona, ma importata in Europa dal Sud America negli anni ‘50 del secolo scorso, per essere allevata per la produzione di pellicce. Le fughe dagli allevamenti e poi successivamente la liberazione in natura quando l’attività ha cessato di essere remunerativa, ha portato alla massiccia introduzione delle nutrie nel territorio italiano, dove non hanno praticamente nemici naturali che si contrappongano alla loro proliferazione. "I danni sono noti – ricorda Valter Giacomelli, presidente Coldiretti Brescia – aumentano quando inizia la temperatura mite, perché questi animali vanno in giro a scavare cunicoli che indeboliscono gli argini".

Per l’agricoltura lombarda, già provata da caro energia e difficoltà di approvvigionamenti per le vicende internazionali, la stagione primaverile rischia così di aprirsi anche col problema nutrie. Per il controllo, il contenimento e l’eradicazione della specie, il piano stabilisce un minimo di abbattimento annuo di 396mila esemplari, considerando i capi esistenti e i nuovi nati, obiettivo difficile da raggiungere: in Inghilterra, ad esempio, la specie è stata eradicata dopo una campagna di rimozione durata 11 anni.

 

 

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