Brescia, 18 luglio 2015 - Gli arresti di Muhammad Adnan e di Sarbjit Singh, i due assassini di Francesco Seramondi e Giovanna Ferrari - i coniugi uccisi a colpi di fucile nella loro pizzeria della Mandolossa - non hanno fermato le indagini degli inquirenti. Una volta fermati gli esecutori materiali della mattanza, si sta infatti procedendo a scavare a fondo sul movente. Non convince fino in fondo la semplice motivazione legata alla concorrenza di 'Da Frank', locale molto frequentato gestito dai Seramondi, rispetto al 'Dolce e Salato' di Adnan.

TESORO IN CONTANTI - Per questo motivo si prosegue a investigare sui movimenti di denaro. Nelle ultime ore si è infatti scoperto che Francesco Seramondi era in possesso di un tesoro da 800 mila euro in contanti: 300 mila euro in casa delle vittime del duplice omicidio, altri 300 in casa del figlio Marco, i restanti da parenti e dipendenti. "Serve - sintetizza il procuratore generale Pierluigi Dell'Osso - accendere un faro importante sulla vita delle vittime e sull'entourage dei locali".

FUCILE RUBATO - Risulta essere rubato il fucile a canne mozze utilizzato dal killer che una settimana fa a Brescia ha ucciso con un complice i coniugi Seramondi, titolari della pizzeria da asporto Frank. L'arma era stata ritrovata in un fossato poco distante dal luogo del delitto. Il sostituto procuratore Valeria Bolici ha nominato un perito per effettuare un'analisi sul fucile e accertare che sia effettivamente quello che ha sparato i quattro colpi che hanno ucciso i coniugi Seramondi.

UDIENZA DI CONVALIDA - "Un buon investigatore, per essere tale, non si accontenta dei primi risultati ottenuti. Deve e vuole avere il quadro completo. Per un duplice omicidio così efferato, la motivazione addotta da presunti responsabili - la concorrenza commerciale - sembra banale, del tutto sproporzionata. Questa è una delle ipotesi, non è stata esclusa. Il nostro lavoro, il lavoro che stiamo facendo, è trovarne altre, formulare ogni possibile domande e dare le risposte". Lo spiega il questore Carmine Esposito che ribadisce che qualcosa sembra non tornare.

La speranza, dichiarata, è che siano i due fermati a integrare la confessione iniziale e a svelare quello che fino a ora potrebbe essere rimasto sotto la linea di galleggiamento. Il cittadino pakistano Muhammad Adnan e il complice indiano Sarbjit Singh, accusati di concorso in duplice omicidio premeditato, un'occasione per chiarire e aggiungere ce l'avranno domani, quando è in programma l'udienza di convalida dei fermi e saranno interrogati dal gip di turno. Nessuna pista è esclusa,ma il denaro è sempre il filo conduttore.