I pompieri trovarono la 45enne avvolta dal rogo
I pompieri trovarono la 45enne avvolta dal rogo

Brescia, 28 settembr 2021 - E' stato rinviato a giudizio – il processo inizierà il 27 ottobre davanti alla Corte d’Assise – Abderrain Senbel, 55enne del Marocco accusato di avere ucciso la moglie, Mina Safine, connazionale di 45 anni, dandole fuoco nella loro abitazione di via Tiboni a Brescia. Era la sera del 20 settembre 2020. Addetto alle pulizie in un albergo lui, badante lei, all’apparenza entrambi bene integrati, nessun figlio, i coniugi ebbero un litigio molto violento per questioni mai chiarite. A dare l’allarme furono i vicini, che sentirono le urla e videro la signora sul balcone già avvolta dalle fiamme. I pompieri trovarono la donna che si contorceva dal dolore, in preda al fuoco, nel corridoio.

Un attimo prima di perdere i sensi, Mina Safine fece in tempo a puntare il dito contro il marito: "È stato lui". Riportò bruciature sul 90 per cento del corpo, rimase ricoverata per tre settimane nel reparto Grandi ustionati all’ospedale Galsini di Genova, poi morì. Il decesso complicò la posizione di Senbel, e scattarono le manette per omicidio aggravato dal rapporto coniugale con la vittima. L’uomo però da subito ha dato una versione opposta a quella della moglie: "Mina si è data fuoco da sola, voleva suicidarsi e questa volta ci è riuscita". Rimasto a sua volta ustionato, in modo non grave, l’uomo è stato a lungo piantonato all’ospedale Civile. In un secondo momento è stato trasferito nel carcere di Opera, dove si trova tuttora.

«Il mio assistito non è mai stato un violento, tutto il contrario, e anche il suo datore di lavoro sarebbe pronto a riassumerlo domani mattina – lo difende l’avvocato Luigi Farriello, che assiste l’imputato insieme al collega Maurizio Simini – Quando è stato in condizione di parlare, dopo una serie di interventi chirurgici ricostruttivi, abbiamo chiesto un interrogatorio con il magistrato. E davanti al pm Caty Bressanelli ha ribadito quanto sostenuto nell’immediatezza dei fatti. La signora ha fatto tutto da sola, al culmine di una crisi depressiva". La Procura , che ha in mano anche una consulenza del Ris di Parma sui reperti sequestrati nell’appartamento, ha chiesto il rinvio a giudizio. E l’ha ottenuto.