La discussione delle tesi all'Accademia
La discussione delle tesi all'Accademia

Brescia, 12 giugno 2020 - L’Accademia Santa Giulia rompe gli indugi: i suoi studenti sono i primi a tornare sui banchi. Lo schermo di un computer, del resto, con la sua bidimensionalità, non poteva consentire di cogliere la tridimensionalità di sculture e quadri preparati dai laureandi. Così, dopo 50 diplomi accademici (equivalenti alle lauree) conferiti a distanza, da mercoledì sono ripartite le discussioni di tesi in presenza, tra le prime in Italia.

Dopo gli 8 neo-laureati in scultura ed i 4 in pittura di ieri, oggi tocca a 3 decoratori. Le sessioni sono, ovviamente, in formato Covid, con tanto di misurazione della temperatura all’ingresso, autocertificazioni, mascherine e solo 3 familiari ammessi ad assistere alle discussioni. Dopo le lauree, dal 15 ripartiranno progressivamente anche i corsi, iniziando ad quelli che più necessitano la presenza in aula.

"L’Accademia – spiega la direttrice Cristina Casaschi – è un connubio circolare tra mente, mani, cuore. Abbiamo erogato l’87% dei corsi a distanza, ma non si può fare tutto a distanza, perché è richiesto il contatto con il maestro, che accompagna il gesto creatore".

Lunedì ripartirà il corso di nuove tecnologie. I 60 studenti, ripartiti in due sezioni, ruoteranno in modo da rispettare le distanze nelle aule, già attrezzate con bolloni segnaposto. Ma cosa resta dell’esperienza a distanza. "Abbiamo modificato il programma di insegnamento - sottolinea Agostino Ghirardi, scultore e docente di scultura – adattandolo alla nuova modalità. Tuttavia, il rapporto umano resta imprescindibile". Per Adriano Rossoni, pittore e docente di questa materia, "la didattica a distanza ha aperto una finestra di possibilità". Sarà, quindi, mantenuto quello che di buono è scaturito dall’implementazione degli insegnamenti a distanza. Tutto pronto anche per l’avvio della maturità. Dopo il nuovo appello dell’ufficio scolastico a fronte della carenza di un 20% di presidenti di commissione, tutti i posti sono stati coperti. "Merito anche di alcuni docenti universitari", spiega il dirigente Giuseppe Bonelli.