Bergamo, travolto e ucciso sulle strisce: sei anni di carcere all’autista-pirata

L’imputato anziché prestare soccorso all’anziano fece perdere le tracce. Il pensionato morì il giorno successivo al ricovero. L’investitore risulta ancora latitante

Il pensionato Francesco Zibetti, 85 anni, che fu travolto e ucciso sulle strisce da un’auto-pirata

Il pensionato Francesco Zibetti, 85 anni, che fu travolto e ucciso sulle strisce da un’auto-pirata che si allontanò a gran velocità senza prestare soccorso

Bergamo – È stato condanno a 6 anni, tanti quanti ne aveva chiesti il pm Maria Esposito, titolare del fascicolo, Mohamed Rabia, 42 anni, marocchino di Treviglio, per la morte del pensionato Francesco Zibetti, 85 anni, ex dipendente della Same, investito mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali, fuori da casa, zona centrale di Treviglio. L’episodio il 15 settembre del 2018. Un’auto, poi scoprì essere una Kia di colore argento, arrivò a forte velocità e travolse l’anziano. E il conducente invece di fermarsi e prestare soccorso al pedone scappò a tutta velocità facendo perdere le tracce. Zibetti morì il giorno dopo alle cliniche Gavazzeni.

Dopo i fatti Mohamed Rabia è tornato al suo Paese. Per questo motivo, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è rimasta sulla carta, e ancora oggi l’imputato (doveva rispondere di omicidio stradale aggravato dalla fuga) è latitante. L’avvocato Michele Comotti aveva chiesto l’assoluzione con la formula dubitativa sostenendo che non vi fosse certezza sulla presenza al volante dell’imputato. Quel giorno, oltre a Rabia nell’auto c’erano anche suoi 2 fratelli. Una coppia, marito e moglie, vicini di casa di Francesco Zibetti, assistettero all’investimento ma riuscirono solo a indicare un’auto di colore grigio metallizzato.

Fu più prezioso un secondo testimone, connazionale dell’imputato, un senza fissa dimora, che assistette anche lui all’investimento e lo riconobbe. Si fece avanti, confermandolo agli agenti del Commissariato di Treviglio. Raccontò di essere stato minacciato: "Se parli, ammazzo tua madre in Marocco". Il suo verbale acquisito, dal momento che alla precedente udienza non si era presentato. Oltre ad aver fornito un contributo alle indagini, la sua testimonianza deve essere stata ritenuta decisiva per i giudici.

La Kia che aveva investito il pensionato, venne trovata il 27 settembre: era stata data alle fiamme nei campi di Mozzanica. Vicino venne sequestrato anche un accendino utilizzato per appiccare il fuoco. E purtroppo morto ieri dopo un mese di ricovero Massimo Donina, 60enne originario di Ceto e residente a Lozio, in Valle Camonica. L’uomo era stato coinvolto in un incidente fra la sua auto e un camion lungo la statale 42 all’altezza di San Paolo d’Argon.