Lovere, acciaieria Lucchini isolata dalla frana: dipendenti al lavoro a piedi, forniture e consegne bloccate

Strada interrotta per almeno tre settimane, situazione critica nello stabilimento produttivo. Il sindaco chiede alla Prefettura di convocare un’Unità di crisi

La strada interrotta a Lovere

La strada interrotta a Lovere

Lovere (Bergamo) – Resta difficile la situazione della Lucchini srl, la storica acciaieria italiana la cui sede è a Brescia ma che a Lovere possiede lo stabilimento dove è presente tutto il processo produttivo della lavorazione dell’acciaio: da venerdì scorso è isolata da a causa del cedimento del muro di sostegno di un tratto di strada tra Lovere e Castro, all’interno del cantiere avviato a novembre per il consolidamento del porto turistico, in via Giorgio Paglia.

La via percorsa dai camion che riforniscono la Lucchini resterà interrotta almeno tre settimane, poi, forse, sarà riaperta almeno a senso unico alternato. Questa è la prima ipotesi emersa dalle riunioni che si sono tenute in Municipio. In azienda, dove lavorano 1.200 persone, non possono quindi arrivare i tir più grandi dei fornitori, né uscire quelli con le consegne destinate ai clienti. Già dai prossimi giorni la Lucchini dovrà rimodulare il proprio ciclo produttivo. Molti operai saranno costretti a recarsi a piedi in azienda, con tutti i disagi che una simile situazione comporta.

Il sindaco di Lovere, Alex Pennacchio, ha chiesto alla Prefettura di Bergamo di convocare un’Unità di crisi, portando al tavolo anche Anas, che gestisce sia la strada Rivierasca su cui passa via Paglia, sia la statale 42 (qui via Nazionale). "Stabilire adesso le cause di quello che è accaduto è prematuro – spiega il sindaco –. Sicuramente tanti fatti diversi hanno contribuito: il maltempo, l’acqua scesa nel cantiere, i lavori in corso. Ci sarà tempo di accertare le responsabilità, ora siamo chiamati a gestire l’emergenza".

Tra le soluzioni da adottare, prende sempre più corpo quella di un senso unico da Riva di Solto a Lovere sulla strada 469, in modo da far salire dei camion verso lo stabilimento (più piccoli e più leggeri rispetto a quelli che passavano da via Paglia) e da lì farli defluire attraverso la via Bergamo, con una sorta di anello. Per i cittadini, i Comuni di Lovere e Castro stanno valutando un’altra ipotesi. "Abbiamo chiesto alla società di Navigazione Lago d’Iseo – conferma il primo cittadino di Castro, Mariano Foresti – la possibilità di istituire un collegamento con un battello, ma dobbiamo valutare i costi". In settimane se ne saprà di più.