Sempre più donne costrette a scegliere tra famiglia e lavoro
Sempre più donne costrette a scegliere tra famiglia e lavoro

Bergamo, 7 marzo 2019 - Sono  sempre di meno le donne al lavoro nella Bergamasca. L’allarme arriva dalla Cisl, secondo la quale in 10 anni l’occupazione femminile è calata di quasi 6mila unità:dalle 120mila del 2008 alle 114mila del 2018. In aumento di 8mila unità, invece, il numero delle lavoratrici in regime di part-time: dalle 36mila di 10 anni fa alle 48mila attuali. "Sono sempre di più le donne costrette a lasciare l’impiego per occuparsi dei figli o della famiglia – sottolinea Francesco Corna, segretario generale della Cisl di Bergamo – Dal 2008 ad oggi la componente femminile della forza lavoro in provincia ha subìto un drastico calo: la crisi economica ha giocato la sua parte, ma la mancanza di una legislazione adeguata e l’assenza o la carenza di servizi utili ad agevolare il rapporto tra vita e lavoro sono state le condizioni determinanti nella scelta di molte donne, sia ad abbandonare il posto di lavoro, sia a ridurre le proprie ore contrattuali".

Dal 2008 a oggi i contratti part-time sono aumentati di 19mila unità: di queste, le donne sono quasi 12mila, più di 11mila nei servizi. E Bergamo, territorio storicamente vicino alla piena occupazione, è una delle province lombarde con il più basso tasso di occupazione femminile, che è del 54,2% contro una media regionale del 59,3%. Infine, il dato delle dimissioni nel primo anno di vita del bambino: dalle 792 del 2012 (di cui 55 padri) si è arrivati alle 1.435 del 2018 (355 le domande dei partner maschi).

Per quanto riguarda le imprese femminili, secondo i dati della Camera di Commercio, che in occasione della Giornata nazionale della donna ha proposto un’analisi del fenomeno, nella Bergamasca a fine 2018 erano 18.781, pari al 20% delle imprese registrate. A livello regionale, su un totale di 179.399 imprese, Bergamo si colloca al terzo posto dopo Milano e Brescia. Le imprese femminili sono diffuse soprattutto nel settore delle attività di confezioni, nella ristorazione e nell’attività di alloggio, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio.