Test sierologici
Test sierologici

San Giovanni Bianco (Bergamo), 30 maggio 2020 – La notizia positiva è che i cittadini stanno aderendo in massa ai test sierologici su base volontaria; quella negativa è che oltre il 40% è risultato positivo e che quindi ha avuto a che fare con il Covid-19 sviluppandone gli anticorpi. Questo il bilancio della prima settimana di test sierologici gratuiti a San Giovanni Bianco, primo e per ora unico comune della Bergamasca ad effettuarli in proprio e secondo la logica dello screening di massa. La prenotazioni infatti possono effettuarla tutti i maggiorenni e tutte le persone che lavorano a San Giovanni Bianco pur non risiedendovi. La platea potenziale è di circa 3mila e 500 persone.

“Abbiamo iniziato il 25 maggio – spiega il sindaco, Marco Milesi – e in una settimana sono stati effettuati circa mille test alla media di duecento al giorno. Il Comune ha acquistato 2.500 kit che contiamo di esaurire. Siamo molto soddisfatti di una così alta adesione anche se i dati ci confermano quanto sospettavamo e cioè che la presenza del virus nel nostro comune e pensiamo in tutta la Val Brembana è stata ed è davvero di grande rilievo”.

Al momento sono stati elaborati i test effettuati nei primi tre giorni di attività. Detto della percentuale di positività che si è assestata al 40%, per il resto si registra un'età media dei positivi di 50 anni. Il 53% è un lavoratore e il 68% dei positivi ha indicato di avere avuto sintomi.

Chi è risultato positivo dovrà sottoporsi al tampone (costo 90 euro di cui 50 verranno coperti dal Comune) a distanza di alcuni giorni. Nel frattempo è raccomandato l'eventuale isolamento su base fiduciaria in accordo con il proprio medico di famiglia. Inoltre se un lavoratore risulta positivo l'azienda non deve chiudere ma il dipendente dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio messo a disposizione in questo progetto.

“Contiamo di terminare i test entro i primi dieci giorni di giugno – interviene ancora il sindaco - . Rimango convinto che questo progetto ci aiuterà a contenere ulteriormente il contagio e può essere un'ottima base per un'indagine epidemiologica da parte delle autorità sanitaria, se pensiamo che solo noi arriveremo ad effettuare 2.500 test e su scala nazionale ne verranno fatti 150mila”.