Coronavirus, Fontana visita l'ospedale degli alpini a Bergamo
Coronavirus, Fontana visita l'ospedale degli alpini a Bergamo

Bergamo, 1 aprile 2020 - Tutto pronto all'ospedale da campo di Bergamo allestito in Fiera per volontà dell'associazione nazionale alpini e grazie alle imprese di Confartigianato, ultimato in tempo record. Come annunciato in mattinata, verso le 15.30, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si è recato a visitarlo privatamente e senza la stampa, insieme a Sergio Rizzini, direttore generale della Sanità alpina. Con loro Pietro Foroni, assessore regionale alla Protezione Civile; Beatrice Stasi, direttore generale del Papa Giovanni XXIII, Oliviero Valoti, direttore generale del nuovo ospedale degli alpini, Massimo Giupponi, direttore dell’Ats di Bergamo.

Al governatore, prima di entrare nella struttura, è stata provata la temperatura. Fontana ha portato i saluti del Capo dello Stato Mattarella a Bergamo: "Orgoglioso di questa Italia" sono le parole del presidente della Repubblica riferite dal governatore della Lombardia che ha spiegato di aver avuto con lui mercoledì mattina un colloquio telefonico. Fontana ha portato i saluti e i ringraziamenti a tutti quelli che hanno lavorato alla costruzione del presidio avanzato che ha definito "un miracolo" costruito a tempo di record.

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Oltre 250 artigiani di Confartigianato hanno lavorato notte e giorno per una settimana e un totale di 16mila ore. Gli artigiani di Bergamo, ha sottolineato il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, "sono il simbolo dell'artigianato e di tutte le piccole imprese italiane che non mollano. Nella provincia più tragicamente colpita dall'epidemia, con il loro lavoro hanno testimoniato che possiamo farcela ad uscire dall'emergenza e a ricostruire il futuro della nostra economia". Una settimana fa gli artigiani di Confartigianato Bergamo hanno subito risposto all'appello dell'Associazione Nazionale Alpini per realizzare in tempi record il nuovo ospedale. Gli imprenditori si sono mobilitati per contribuire, ciascuno per il proprio settore, a rendere operativa la struttura. Dai lavori di pavimentazione alla carpenteria fino all'installazione di impianti, gli imprenditori artigiani hanno creato dal nulla la nuova struttura ospedaliera. 

Una prova di generosità e spirito di solidarietà in nome di quel motto in gergo dialettale 'Bergamo, mòla mia' che ha fatto il giro d'Italia per mostrare concretamente la ferma volontà di resistere e vincere, anche con il lavoro artigiano, la durissima battaglia di tutto il Paese. "I nostri artigiani - spiega in una nota il presidente di Confartigianato - hanno lavorato senza sosta, a titolo gratuito, e nel rispetto delle norme di sicurezza per onorare l'impegno di consegnare l'ospedale il prima possibile. E' stata una corsa contro il tempo, ma ce l'hanno fatta e ora il nuovo ospedale da 142 posti letto consentirà di alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere della provincia. Abbiamo dato il nostro contributo e siamo pronti a rimetterci al lavoro ovunque serva. In attesa che, a emergenza sanitaria conclusa, tutte le imprese artigiane oggi in ginocchio possano rimettersi in piedi".

Confartigianato imprese Bergamo ha postato un video su Facebook. Nel filmato sono stati immortalati volontari che in pochi giorni hanno allestito l'ospedale e che, al termine dei lavori, cantano tutti insieme per festeggiare questo importante traguardo. "Evviva!!! Abbiamo finito!! Esplode la gioia dei volontari, alpini, artigiani e tifosi della Curva, che hanno reso possibile l'allestimento dell'ospedale da campo alla Fiera di Bergamo. Onore a tutti quelli che hanno partecipato!!!".

Sempre in un video pubblicato su Facebook, il presidente dell'associazione Giacinto Giambellini ha mostrato il nuovo ospedale: "Abbiamo finito, le camere sono fatte, i letti sono dentro. È allucinante una settimana fa c'erano 200 persone che lavoravano qua, adesso silenzio, l'ospedale da campo degli alpini trasformato in un ospedale vero è pronto". "Abbiamo fatto forse un miracolo, quello - ha detto - lo faranno forse i dottori, i ragazzi di Emergency sono appena andati via, i letti sono pronti, le terapie, le attrezzature che possono servire ai nostri medici, siamo pronti". 

L'ospedale sarà diviso in due blocchi, in uno ha trovato spazio la terapia intensiva e sub-intensiva con 72 posti letto mentre nell'altro di post-terapia sub-intensiva per pazienti che hanno bisogno di terminare la degenza. In corsia lavoreranno una ventina tra medici, infermieri e tecnici è stata messa a disposizione da Emergency. Non solo: saranno impiagati 28 medici e i 4 infermieri dell'esercito russo per la terapia intensiva mentre capo dell'ospedale ci sarà Oliviero Valoti, già al timone del 118 di Bergamo e direttore dell'Unità operativa complessa di Anestesia e rianimazione 4 del Papa Giovanni XXIII. I primi ricoveri già nelle prossime ore.