Bergamo, una lunga colonna di mezzi militari
Bergamo, una lunga colonna di mezzi militari

Bergamo, 19 marzo 2020 - Un pugno al cuore, un'immagine da teatro di guerra. Una lunga colonna di mezzi militari ha percorso nella notte le vie di Bergamo trasportando fuori dalla città i feretri delle vittime del coronavirus che non trovano più posto nel cimitero cittadino perché i tempi delle cremazioni sono diventati troppo lunghi.

Salme trasferite

Le salme, una sessantina, sono state così trasferite oltre che a Modena, in impianti del Friuli, del Piemonte e ancora a Piacenza, Parma, Rimini e Varese. Da quando il Covid-19 ha iniziato a falcidiare la Wuhan italiana – Bergamo resta finora la provincia più colpita nel Paese – i servizi cimiteriali e le agenzie funebri sono andati in tilt. In una settimana i morti a Bergamo sono stati oltre 300.  Per sgravare la camera mortuaria del cimitero era stato necessario nei giorni scorsi mettere in fila le bare dei defunti nella chiesa di Ognissanti, all’interno del cimitero. Ora, un anuova soluazione: l’impiego dei mezzi dell’esercito.

Il sindaco Gori

Il sindaco Giorgio Gori, con una lettera, ha voluto ringraziare i primi cittadini delle città che hanno accettato di accogliere i feretri. "Gentilissimo collega - scrive il primo cittadino orobico - ti contatto in questa situazione di grave crisi sanitaria causata da Covid-19 che tutti stiamo vivendo e in particolare la mia città Bergamo e la sua Provincia. Come sai, la nostra area è stata particolarmente colpita". "I decessi sono, purtroppo, numerosi - aggiunge Gori - e il nostro Cimitero è in notevole sofferenza; la maggioranza delle famiglie ha scelto la pratica di cremazione dei propri defunti; in conseguenza di tale scelta, questa Amministrazione Comunale e la società concessionaria dell'impianto di cremazione, S.C.B. s.r.l. si trovano nella impossibilità oggettiva di gestire in modo ordinario la drammatica situazione venutasi a creare, pur lavorando ininterrottamente". E conclude: "In un momento tragico la Vostra collaborazione e vicinanza è encomiabile". 

Il dolore della città

La fotografia dei mezzi militari incolonnati e pronti a lasciare la città ha causato grande dolore sul web. "Questa dei camion dell'esercito che portano via i cadaveri da Bergamo è una delle foto più tristi della storia del nostro paese. Siamo italiani ed è in momenti come questi che tiriamo fuori il meglio di noi. Ne usciremo e lo faremo anche per loro. Tutti insieme", ha scritto Orazio su Twitter. Seguito da un altro utente: "Bergamo Mia questa notte non ho più parole , non ho più forza , non ho più nemmeno un 'andrà tutto bene'. Questa notte ho solo lacrime , ho solo dolore. Bergamo mia ti ho dato troppe volte per scontata. E stanotte pure l'anima urla di dolore". E ancora: "E' una foto di guerra. L'esercito che porta via le bare in esubero al cimitero monumentale di Bergamo".

Ospedale allo stremo

"Abbiamo un disperato bisogno di infermieri e medici, ventilatori e dispositivi di protezione". L'appello viene lanciato in un video in inglese da Stefano Fagiuoli, direttore del dipartimento dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Nel video, postato sulla pagina Facebook dell'azienda ospedaliera, il medico fa riferimento anche a una campagna per una raccolta fondi della onlus Cesvi a cui è  possibile aderire tramite il link indicato. Fagiuoli nel
messaggio dice che "non sappiamo quando finirà questa pandemia" e invita le persone a stare a casa.

L'impegno di Trussardi

Anche Trussardi scende in campo per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il brand del levriero ha annunciato l'attivazione di una raccolta fondi a favore di Cevsi per contribuire all'acquisto di respiratori, ventilatori e altri macchinari per l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che sta vivendo ore drammatiche. "Bergamo è nel nostro Dna - sottolinea il gruppo - è la città dove siamo nati e a cui dobbiamo molto, e oggi il nostro impegno è volto affinché possa presto tornare alla normalità, più forte di prima. Per questo Trussardi da oggi sostiene con convinzione la raccolta fondi di Cesvi onlus per contribuire all'acquisto di respiratori, ventilatori polmonari e altri macchinari prioritari per l'ospedale Papa Giovanni XXIII, e invita tutti a fare lo stesso. Come? In due modi: acquistando sul nostro e-commerce, il cui 100% del ricavato delle vendite verrà donato a Cesvi, oppure tramite una donazione diretta su cesvi.org. Insieme ce la faremo".