Castione della Presolana, l’arte esplorata dai sassofoni nella chiesa di Sant’Alessandro Martire

Il sesto concerto della rassegna “I colori dell’aria”: musiche dalla Spagna e da New York con il Vagues Saxophone Quartet

Il Vagues Saxophone Quartet

Il Vagues Saxophone Quartet

Castione della Presolana (Bergamo) – Opere di notevole fattura e pregio, nascoste in gioielli sacri sparsi sul territorio, spesso sconosciuti ai più, possono e devono essere valorizzate. La musica, altrettanto ricercata e raffinata, per esempio, può contribuire alla causa.

Il sesto concerto de “I colori dell’aria”, progetto concertistico ideato lo scorso anno da Alessandro Bottelli, scrittore, poeta e direttore artistico, approda mercoledì 16 agosto alle 17.30 a Castione della Presolana, in alta Val Seriana, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro Martire.

Lo spettacolo esplorerà, con dovizia di particolari, le sonorità nate in due differenti aree geografiche e linguistiche dalle connotazioni inconfondibili. Da un lato la Spagna e il Sud America; dall’altro, la città di New York.

A cominciare da quell’archetipo di ibericità che è la “Carmen” di Bizet, per poi proseguire, in un crescendo ininterrotto, con le colorite immagini folkloriche messe in musica da due nativi ma di formazione rigorosamente parigina: Albéniz e de Falla.

A farne apprezzare le molte virtù melodiche e ritmiche saranno, come di consueto, i musicisti del Vagues Saxophone Quartet (Andrea Mocci sax soprano, Francesco Ronzio sax contralto, Mattia Quirico sax tenore, Salvatore Castellano sax baritono), formazione con numerosi riconoscimenti, presenze a rassegne e festival di rilievo e il primo disco pubblicato dall’etichetta Da Vinci.

L’ensemble per l’occasione terrà a battesimo un lavoro commissionato recentemente a Giordano Bruno Ferri e ispirato al pulpito ligneo dei Fantoni (1778) conservato all’interno dell’edificio. A loro spetterà il compito di portare i presenti di colpo, nella frenesia metropolitana della Grande Mela, tra memorabili motivi che ne hanno esaltato l’impareggiabile fascino e l’innegabile talento per il business, a livello internazionale.

Prima con Gershwin, certo. Quello dei propulsivi “Tre Preludi” e della magistrale “Rapsodia in Blue”. Ma anche, naturalmente, Bernstein.