Orso in Valtellina, Sertori: "Se lo riprenda il Trentino"

"I nostri territori non sono adeguati a ospitare un grosso predatore mediamente problematico come M25" di Roberto Carena

Orso Bruno

Orso Bruno

Sondrio, 29 agosto 2014 - L'orso M25 è sempre libero di circolare in Valtellina e le preoccupazioni, aumentano. La Provincia di Sondrio é impegnata nella ricerca e controllo della posizione del grosso animale che ha già creato numerosi danni agli allevatori e agricoltori locali. Un appello giunge dal Presidente Massimo Sertori affinchè la Provincia autonoma di Trento si riprenda l'orso m25.

"Chiedo alla Provincia di Trento di riprendersi l’orso m25" - ha scritto in un comunicato - e di provvedere affinché l’orso, la cui presenza in Val di Togno è stata abbondantemente documentata, sia allontanato dai boschi della Valtellina e possa essere rimesso in libertà in un habitat a lui più confacente". Il grosso esemplare maschio di circa 3 anni, fa parte di quel nucleo vitale di orsi bruni che, a partire dal 1999, sta ripopolando le Alpi Centrali in seguito all’avvio del progetto "Life Ursus" voluto dalla Provincia autonoma di Trento insieme al Parco Adamello - Brenta e all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ISPRA) e finanziato dall’Unione Europea. "Il progetto, nel merito del quale non voglio entrare, - aggiunge Sertori - avrebbe dovuto contemplare la possibilità che gli eventuali territori di espansione e colonizzazione da parte di questi grandi predatori fossero in grado di sostenerne la presenza. Ad oggi, il nostro sistema territoriale, ambientale, faunistico, agricolo e pastorale, non è in grado di far fronte alla permanenza di un orso bruno, a maggior ragione quando si tratta di un esemplare mediamente problematico come m25. Alla nostra provincia, purtroppo non a statuto autonomo, mancano non solo le risorse economiche ma anche quelle umane per gestire al meglio una situazione di questo genere che di sicuro presuppone un’intensa attività di controllo, di informazione e di comunicazione dedicate".

Il plantigrado è radiocontrollato e i suoi spostamenti sono, entro i limiti consentiti dai dispositivi e dalla corretta ricezione dei dati gps, tenuti sotto controllo da parte della Polizia Provinciale e dell’Ufficio Faunistico di Palazzo Muzio. Dopo 10 giorni, inoltre, è stato possibile localizzare m25 attraverso la radio VHF. Pur essendo il segnale molto debole, è stato comunque possibile definire con esattezza la posizione dell’animale che si trova in sponda sinistra orografica in Val di Togno.