Tirano, 13 settembre 2017 - Partire per ritrovare se stessi in un introspettivo, drammatico, intenso viaggio nel sottosuolo dell'anima. Un ripercorrere a ritroso la propria esistenza scandita in un susseguirsi di frame veloci nello snocciolarsi dei quotidiani eventi, nell'enigma di scelte mai del tutto definitive. Una discesa vorticosa e intricata, tanto impegnativa quanto rigenerante e ricca di fascino, iniziata nell'ingranaggio a catena delle caotiche vie milanesi, spesso lastricate di ironie e scaltrezze, di bellezze e misteri, fra passi consumati in un tempo che invecchia a velocità implacabili, e proseguita risalendo fino alla Valtellina. E' l'ideale, coinvolgente e coraggioso percorso di vita e rinascita di un professionista, Valentino Candiani, classe '67,milanese, eccellente fotografo, innovatore dal raffinato intuito nonchè artista di mirabile bravura, che sarà possibile scoprire visitando la mostra"Time" che aprirà i battenti domani sera alle 21 a Palazzo Foppoli (l'autore sarà presente per conversare e raccontare la sua esperienza e la sua arte).

Un artista che, giunto sulla cresta dell'onda, colmo di riconoscimenti e proiettato verso ulteriori affermazioni, ha scelto invece di fermarsi, di risalire alle origini, proprio per ricongiungersi all'essenzialità e ricominciare dalla città abduana un nuovo cammino esistenziale ritrovando il proprio tempo. "Time", appunto, è il titolo della rassegna fotografica allestita, realizzata e prodotta interamente da Candiani. E' da Tirano, infatti, terra genuina dalla morbida atmosfera paesana di inesauribile bellezza, che riparte la nuova vita dell'artista milanese che proprio ai suoi residenti e alla città (nella quale vive ormai da oltre due anni e che è riuscita "a ridare un senso preciso alla sua esistenza") ha scelto di dedicare la sua mostra. Dalla Valtellina, dalle tempistiche a "misura d'uomo", per riprendersi il proprio tempo e non lasciarlo scorrere inesorabile per non precipitare ancora nell'assuefazione della ruotine che rende incapaci di osservare i dettagli. Un viaggio prezioso, personale e nel contempo corale, quello di Candiani che di fatto è quello di ognuno di noi. Un viaggio per ritrovare la qualità delle ore che scorrono, per evadere dallo stress e dall'urgenza di rincorrere stereotipi così cari alla moderna società. Un ritrovare la strada verso se stessi ripercorrendola lentamente ai ritmi della natura fra cieli da contemplare reimparando a dedicarci tempo e farne riscoprire il valore, attraverso le differenze, anche a chi abita in un luogo racchiuso fra montagne, ma in grado di rigenerare. Resilienza, dunque, la parole d'ordine per Candiani come per tutti gli spiriti consiglieri di illuminanti indicazioni in grado di regalare opere portatrici di bellezza in contrappunto alle angosce del nostro vivere. Incapace di calpestare il dolore, il professionista milanese sa conquistare con la potenza e il coraggio degli autentici valori della vita e la sua fiduciosa energia. 24 fotografie

"Che ho prodotto nell'arco di due anni fra Milano e Tirano". Due per ogni mese. Scatti in chiaroscuro, ossimoro che accosta i due estremi dell'esistenza di un uomo sensibile e generoso che ha saputo, grazie a un talento inconsueto, essere d'esempio per molti. Immagini in parte criptiche agli sguardi di chi non sa oltrepassare il visibile per accedere all'arte, quella vera. Scorci, paesaggi, il lento trascolorare delle stagioni di pari passo con l'anima. E ancora contraddizioni e silenzi, energie e atmosfere, che riflettono quotidianità tanto differenti quanto simili fra il tiranese e il milanese, due luoghi dei quali Candiani restituisce in toccante poesia il remoto fascino. Tematiche introspettive quali l'alienazione dell'uomo oscillante fra fasti e miserie. Un occhio vigile quello dell’artista ricco di invidiabile candore posato sulle due terre reinterpretate a modo suo. Lascia il segno la voce silenziosa e luminosa dei suoi scatti capaci come pochi di parlare alle coscienze attraverso una particolare prospettiva, uno sguardo, un riflesso, una luce, un'ombra. Soggetti scelti con sagace intelligenza e mai a caso. Comunicare nel silenzio dell'autore nell'inviolabile creazione dell'opera d'arte. Un vigoroso operare quello di Candiani, un marchio indelebile, capace di maturare risultati sorprendenti penetrando il reale mistero che anima anche le più umili e statiche cose. Un'arte affascinante la sua, ricca di ispirazione, che ha riscosso negli anni unanimi consensi e che continua a brillare e a mietere successi sotto qualsiasi cielo. Osservare questa mostra (inaugurazione prevista 14 settembre alle 21.00) significa avvicinarsi a una profonda ricerca interiore. A una confessione sincera. Significa ricevere un regalo. Un ringraziamento, come lui stesso ci dice con l'inseparabile dolcezza nello sguardo, per "essere stato accolto dalla città tiranese". Sarà naturale entrare incuriositi nelle sale del Foppoli, lasciarsi stupire, avvicinarsi con garbo e rispetto, fruire della magia contenuta in ogni scatto ed uscirne ammaliati, arricchiti da un reciproco scambio, perchè ogni rassegna firmata Candiani sa trasmettere, arrivare al cuore e farsi ricordare con il rispetto che si deve ai grandi che fanno di tutto per non esserlo. "Time" a Tirano, Palazzo Foppoli, dal 15 al 17 settembre. Dalle ore 14.00 alle ore 22.00.