Sondrio, 2 dicembre 2017 - Una coppia talmente affiatata e innamorata che sono ancora in molti, nonostante le prove raccolte dai carabinieri e illustrate nei giorni scorsi dal procuratore capo Claudio Gittardi, a non riuscire a credere che Nicola Pontiggia possa avere ucciso la moglie per poi togliersi la vita. E c’è chi, anche tra gli stretti conoscenti della coppia, ipotizza addirittura che possa esserci una terza persona, responsabile della morte di Nicola e forse anche di Svetlana.

Nicola e Svetlana erano sposati da 5 anni. Nel 2012 avevano deciso di coronare con un rito civile semplice<la storia nata qualche anno prima: Sveta, arrivata in Italia nel 2002, per qualche tempo aveva lavorato come badante, poi aveva trovato un impiego come babysitter per un imprenditore della Bassa Valtellina, l’ingegner Castelli, titolare della ditta per cui lavorava Nicola. Si erano conosciuti e innamorati, qualche anno dopo sposati, e la loro storia sembrava una favola. «Andavano d’accordo, erano molto innamorati – racconta un’amica e connazionale di Sveta, che non riesce a credere all’ipotesi della Procura di Sondrio, che parla di un omicidio-suicidio -. Lui era molto dolce con lei, la viziava. Lei non aveva problemi, poteva uscire quando voleva, tornare in Moldavia quando lo desiderava, se erano lontani si chiamavano continuamente. Un matrimonio felice». 

E' proprio l’amica che dà voce ad un pensiero che è passato per la testa di molti a Cosio. «Io non credo che Nicola si sia suicidato, tanto meno che si sia trattato di un incidente – affermava alcuni giorni fa, prima della svolta rivelata dalla Procura - . E' stato ucciso, entrambi sono stati uccisi, c’è una terza persona coinvolta». Oggi, però, alla luce delle prove degli inquirenti e di quel filmato<WC> che mostra Pontiggia trascinare un corpo risulta difficile immaginare uno scenario diverso.