Grosio, 19 aprile 2017 - Da ieri il Parco delle incisioni rupestri ha chiuso i battenti e il presidente Alessandro Deriu ha scritto al critico d’arte Vittorio Sgarbi per richiamare l’attenzione sulla problematica. Da questa mattina, infatti, i numerosi appassionati di archeologia e i tanti visitatori, molti dei quali da fuori provincia (ben 7mila presenze soltanto nel 2016) che quotidianamente raggiungono la zona dal notevole valore culturale per ammirare le preistoriche incisioni sulle rocce, non potranno più farlo: i cancelli sono serrati. Chissà cosa ne direbbe la marchesa Margherita Pallavicino Mossi, ultima erede dei Visconti Venosta, che aveva donato i terreni dell’importante area dei Castelli proprio per permettere a tutti di apprezzarla.

Con la proposta di scioglimento, per presumibili questioni di costi troppo elevati (il 15 febbraio scorso) del “Consorzio per il Parco” che gestiva il tutto (proposta avanzata da Guido Patelli, sindaco di Grosotto e presidente assemblea consortile) il futuro della fruibilità dell’area è, infatti, più che mai in stand by, in attesa di importanti decisioni da prendere da parte dagli enti consorziati. Ricordiamo che il Consorzio è composto dal Comune di Grosio, Grosotto, dalla Provincia di Sondrio e dalla Cm di Tirano. Una questione delicata che neppure il prefetto, chiamato in causa dal Comune di Grosio e dalla Cm di Tirano, è riuscito ancora a risolvere. Intanto, però, il Parco, tenuto aperto in questi ultimi due mesi grazie all’impegno e alla professionalità del presidente Alessandro Deriu, resterà inaccessibile. Il responsabile si è anche calato nel ruolo di “guida volontaria”, assumendosi personalmente la responsabilità di accompagnare i gruppi sulla Rupe Magna e sui Castelli.