Ponte in Valtellina, 16 marzo 2017 -  «Investimenti e promozione del prodotto: occorre intervenire nella ristrutturazione e riorganizzazione dell’azienda, che va razionalizzata, come è nei piani del Consorzio. Bisogna intercettare le misure del programma di sviluppo che vanno a sostenere la ristrutturazione, e la componente di risorse che finanziano all’80 % a fondo perduto la promozione, necessaria per approcciare la grande distribuzione». Lo ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava che, ieri, ha incontrato i vertici del consorzio Melavì (20 milioni di fatturato, mille soci, 470 produttori, produzione annua fra i 270 e le 300 mila quintali, l’1,5% di quella nazionale) a Ponte in Valtellina per fare il punto sui progetti di rilancio produttivo. Erano presenti il presidente Bruno Delle Coste, il vice Giambattista Pruneri, il direttore Dario Poletti, e i consiglieri Franco Marantelli e Gianmartino Della Vedova.

«Ci sono canali istituzionali per chiedere il sostegno - ha ricordato Fava -, noi abbiamo una misura, la 16 sulle filiere, chiusa stamattina con la prima assegnazione di fondi e che riapriremo nelle prossime settimane, con adeguata dotazione di fondi. Se, a differenza di prima, in questa fase Melavì intendesse partecipare, ci sono fondi per investimenti in azienda, e anche per fare la promozione. È’ una questione di progettualità: una richiesta generica di fondi, oggi, sarebbe da respingere al mittente. Con un obiettivo specifico siamo pronti a fare la nostra parte». «Il mercato - ha precisato Fava - resta sempre il giudice: non è il venditore, ma chi compra, che definisce le sorti. I dieci milioni di consumatori lombardi devono convincersi di avere un prodotto utile, con una buona reputazione, che merita di essere acquistato. Per farlo serve attività di promozione, in questi anni mai posta in essere con determinazione. La produzione valtellinese non può comunque saturare i consumi neppure sul mercato lombardo. Qui c’è un nuovo gruppo dirigente, è una sfida alla loro altezza. Valutiamo i progetti che ci presentano, sono le imprese che devono farlo. Se rispettano i crismi imposti, troviamo la modalità per erogare le risorse».

«Dimentichiamo la leggenda per cui in Trentino arrivano fondi pubblici diversi da quelli che usiamo noi. Hanno forse usato meglio di noi il Piano di sviluppo rurale». «L’obiettivo - ha spiegato Luigi Pignataro, che si occupa di controllo di gestione per il Consorzio - è di farla diventare mela di Lombardia, con un occhio alla comunicazione verso l’esterno e alle sponsorizzazioni di eventi anche locali. L’impegno parte in campagna: il frutticoltore punti a fare qualità più che quantità e per questo deve essere pagato il giusto». E il presidente del Consorzio, Bruno Delle Coste, 66 anni, di Bianzone: «La mela di Valtellina, che è ottima, deve essere conosciuta di più. Esportata è come mangiare un pezzo di Valtellina e il mercato lombardo è il primo sbocco per questo prodotto garantito, sottoposto a regole molto rigide nella fase di produzione e alle nostre autoregolamentazioni, non solo per l’Igp. E poi c’è la rockit, la mela confezionata nei tubi, che per gli studenti dovrebbe sostituire la merenda a scuola. Ma non possiamo dimenticare neppure il succo, adatto pure per gli sportivi».