Garlasco (Pavia), 12 luglio 2017 - L'omicidio è stato filmato. Gli attimi che hanno preceduto l’esplosione del colpo di pistola calibro 7,65 che lunedì ha ucciso Jader Sgherbini, 30 anni di Ottobiano, sono stati fissati dalle telecamere di un locale di piazza Unità d’Italia. A premere il grilletto è stato Massimo Piazza, 43 anni, di Garlasco, che nella notte ha confessato e che ora si trova nel carcere di Torre del Gallo di Pavia. L’interrogatorio non è stato ancora fissato. Alla base della discussione, che ha interessato anche altre due persone, ci sarebbero questioni economiche. L’omicidio è avvenuto intorno alle 18.15 e su come siano andate le cose sono ancora in corso verifiche: le versioni di Piazza e delle altre due persone coinvolte infatti sarebbero differenti.

Di certo c’è il fatto che Sgherbini, che sarebbe diventato padre tra poche settimane, e Piazza hanno avuto un alterco qualche giorno fa. Lunedì ci sarebbe stata una discussione con altre due persone all’esterno del Ciccio’s Pub che si affaccia sulla piazzetta che si trova nel cuore della città lomellina, nel portico di un complesso residenziale recentemente ristrutturato. Dopo un primo alterco Massimo Piazza si è allontanato per una ventina di minuti. Gli investigatori stanno cercando di appurare se in quel lasso di tempo l’uomo si possa essere procurato l’arma. Le immagini riprese dalle telecamere mostrano Sgherbini, di corporatura massiccia, avvicinarsi a Piazza: la discussione degenera e Sgherbini colpisce il rivale al volto. Piazza si gira e percorre qualche metro per allontanarsi. La vittima si muove per raggiungerlo e in quell’istante Massimo Piazza si gira ed esplode un solo colpo con una pistola calibro 7,65 centrando Sgherbini in pieno petto. I carabinieri ritroveranno poco dopo un solo bossolo poco distante. A quel punto Piazza si allontana, sale sulla sua Alfa 159 nera e fugge. La scena avviene sotto agli occhi di diverse persone che continuano a comportarsi in maniera del tutto normale. La fuga di Massimo Piazza dura meno di un’ora: il tempo di passare a casa, a Garlasco, a prendere la sua convivente, una donna di origine romena e il figlio undicenne di lei, e dirigersi verso la zona del Milanese. 

L'obiettivo avrebbe potuto essere Albairate, subito dopo Abbiategrasso, dove l’uomo ha dei parenti anche se ai militari avrebbe poi riferito di volersi recare dal suo avvocato che ha lo studio proprio in quella città. In quei minuti le telecamere del servizio di videosorveglianza comunale e alcuni testimoni hanno ripreso l’auto in fuga: ai carabinieri è bastato per risalire al proprietario. È stato istituito un posto di blocco alla periferia di Vigevano, vicino al ponte sul Ticino: lì poco dopo le 19 è transitata l’auto del fuggitivo. Ha tentato senza riuscirci di compiere un’inversione di marcia, poi ha proseguito con i carabinieri alle costole, liberandosi dell’arma, ricercata senza riscontro. Poco prima di Ozzero i carabineri gli tagliano la strada e lo bloccano.