Nova Milanese (Monza e Brianza), 19 ottobre 2017 - Nessun passo avanti. Almeno ufficialmente. Le indagini sul mistero del tallio killer proseguono ma, al momento, non si registrano novità sostanziali. Quantomeno, non trapelano. Né dalla Brianza né dal Friuli, i due territori interessati e colpiti dalla tragedia. La riservatezza è importante, per non scatenare allarmismi e non alimentare ipotesi vaghe e infondate, ma i giorni passano e la famiglia Del Zotto – già provata da 3 decessi – rimane in stato di perenne angoscia e sofferenza. Martedì si è svolta l’autopsia sul corpo di Maria Gioia Pittana, morta a 87 anni, la moglie di Giovanni Battista e madre di Patrizia Del Zotto, deceduti a poche ore di distanza l’uno dall’altra in ospedale a Desio il 2 ottobre scorso. Dopo alcuni giorni di agonìa, in condizioni già parecchio critiche, l’anziana non ha più retto l’urto della sostanza entrata nell’organismo. I funerali dovrebbero essere fissati oggi e si celebreranno probabilmente venerdì o sabato, nella parrocchia centrale di Nova.

Sul fronte delle indagini, si attendono gli esiti dei vari laboratori interessati. C’era del tallio nel topicida trovato dai carabinieri nella soffitta della casa di Varmo, dove la famiglia ha passato il periodo estivo? Se sì, possibile che sia stato utilizzato per errore in qualche preparazione alimentare?Magari nel purè sospetto indicato dalla badante? Proprio gli alimenti sono sotto i riflettori: vasta la gamma di quelli posti sotto sequestro, sia nell’abitazione friulana sia in quella di Nova. Occorre capire se qualcuno possa essere stato contaminato dal metallokiller. Ormai scartate invece le piste degli escrementi dei piccioni e del pozzo artesiano. Rimangono in tre, intanto, all’ospedale di Desio: Laura Del Zotto, sorella di Patrizia, e la badante Serafina Pogliani, entrambe nel reparto di Neurologia. Ed Enrico Ronchi, marito di Patrizia, in Medicina. Per tutti le condizioni sono stabili. La Procura di Monza ha aperto sul tavolo un fascicolo per omicidio colposo e lesioni, contro ignoti. Sta coordinando le indagini, insieme ai colleghi del Friuli. È ormai chiaro – quanto meno – che va esclusa ogni ipotesi di una possibile contaminazione di altre persone, al di fuori del nucleo famigliare dei Del Zotto